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Oggi riunita la Slc nella sua sede di Napoli. 

 

L’accordo di salvataggio dei 350 addetti del call center Gepin, tutti licenziati ad agosto, è stato messo in discussione da un’ordinanza del Tar Lazio, risalente al 14 settembre scorso, che ha bloccato le ricollocazioni nelle nuove ditte che vogliono riassumere i lavoratori finiti senza soldi e senza posto. Intanto la doccia fredda ha messo in moto i sindacati. Ma separatamente: Fistel Cisl e Uilcom da una parte, la Slc Cgil dall’altra. Fistel e Uilcom sabato hanno annunciato un pacchetto di mobilitazioni di piazza congiunte a partire dalle prossime settimane. E’una decisione che per il momento tiene fuori il sindacato di categoria della Cgil. Una divisione, questa, che si trascina dal 5 settembre, quando a firmare al ministero l’accordo di salvataggio, poi naufragato, sono stati solo la Fistel e Uilcom. La Slc non aveva sottoscritto l’intesa perché all’interno del piano di riassunzioni non era stato inserito l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, eliminato dal governo Renzi a partire dal marzo del 2015 per tutte le nuove assunzioni nel settore privato. Ora dunque anche la mobilitazione sindacale, alla luce delle novità giudiziarie negative, viaggia su binari separati. La Slc Cgil terrà invece la sua assemblea con i lavoratori Gepin oggi, lunedi, dalle 14 alle 17, nella sua sede di via Bracco, a Napoli, alla presenza delle segreterie Slc Cgil di Napoli e della Campania e della Slc Cgil nazionale. “Nei prossimi mesi scoppieranno tanti altri casi di call center – avverte Alessandra Tommasini, segretaria della Slc Campania – per cui bisogna definire regole certe per scoraggiare le delocalizzazioni e le gare al massimo ribasso. Dopo il confronto di lunedi – specifica la sindacalista –  predisporremo altre mobilitazioni di Gepin per tutelare occupazione e lavoro”. E a proposito della divisione sindacale che sta segnando questa vertenza Tommasini spiega che ” se l’intento è comune, e cioè è quello di difendere un’occupazione sana, allora lotteremo tutti insieme”. “Noi non siamo stati contattati – conclude la segretaria della Slc – da Fistel e Uilcom per ottenere una mobilitazione unitaria. Comunque sicuramente il nostro primo pensiero è il bene dei lavoratori”.