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Gli Ottavianesi che furono giovani molti anni fa si sono incontrati per ricordare don Luigi Pisanti e i giorni belli della loro giovinezza.

Don Luigi Pisanti, parroco della Chiesa di San Lorenzo Martire, è stato ricordato, a 15 anni dalla morte, con un convegno, con una mostra fotografica e con “la partita del cuore” giocata da coloro che da giovani indossarono la maglia gloriosa della “Laurenziana”. Il tutto, grazie all’impegno di Mariano Visone, di Domenico Aprile e di Luigi Tecchia.

 

“In Chiesa, quando ho ricordato Mario Indolfi e Carmine Ciniglio, mi sono commosso. Il che non mi capita spesso. Ma la crosta dell’autocontrollo l’avevano già fiaccata i volti degli amici di una vita: vederci tutti insieme, Felice Casillo, Felice Mandola, Fiore e Salvatore Molaro, Angelo e Antonio Ammendola, Nello di Palma, Peppe Miranda, Michele Avino, Gino Devoto, Antonio Annunziata, è stata un’emozione intensa e prolungata, che ha aperto il varco ai ricordi, ai “ti ricordi?”. Sento il bisogno di ringraziare Mariano Visone, Domenico Aprile e Gigino Tecchia, che hanno avuto l’idea di ricordare don Luigi Pisanti, a quindici anni dalla morte.”.

 

Carmine Cimmino ha partecipato all’incontro che giovedì, a Ottaviano, nella Chiesa di San Lorenzo Martire ha ricordato Don Luigi, che della Chiesa fu parroco per oltre trenta anni, e che fu il fondatore di una squadra di Lega Giovanile, la “Laurenziana”, il cui ricordo è ancora vivo. E infatti a don Luigi è stata dedicata “la partita del cuore”, giocata venerdì, dopo la messa in suffragio, da coloro che da giovani indossarono la maglia gloriosa. Insomma, professore, una totale immersione nei ricordi.

 

“Don Luigi era, per formazione, un salesiano, e per passione, un calciatore mancato. Aveva una buona tecnica e un tiro potentissimo. Agli inizi degli anni ’70 contribuì, con la fondazione di quella squadra, al positivo sviluppo della storia sociale di Ottaviano. Era un momento importante per la città: si allargava il numero dei protagonisti della politica, vetrerie, camicerie e distillerie davano lavoro a decine di persone, e grazie al Circolo “A.Diaz”, alla sua squadra che militava nei campionati di “Promozione” e di “Eccellenza” e alle manifestazioni sportive e culturali che il sodalizio organizzava, piazza San Lorenzo era diventata il nuovo “centro” della città, il luogo simbolico di un potere che “da sopra”, “’a coppa” spostava le sue liturgie e i suoi punti di gravità “abbascio”, verso la pianura. Era una rivoluzione: da sempre a Ottaviano la cosa pubblica era stata nelle mani di “quelli di sopra”, prima dei Medici e dei loro alleati, poi delle famiglie importanti che abitavano nei quartieri alti, a San Francesco, a San Giovanni e a San Michele. Don Luigi fece in modo che nell’ Associazione Cattolica e nella squadra si incontrassero e stringessero rapporti di amicizia sinceri e infrangibili giovani di ogni quartiere di Ottaviano e di ogni classe sociale. Era una scelta coraggiosa in una città come la nostra, in cui c’era ancora, in quegli anni, chi ostentava quarti di nobiltà.”.

 Ci parli di don Luigi parroco.

“Era un acuto osservatore. Gli bastavano poche parole e pochi sguardi per capire difficoltà e problemi. Conosceva la parrocchia angolo per angolo, persona per persona: ma nel dare consigli e suggerimenti, e nell’affrontare situazioni difficili non era mai invadente, esercitava la sua autorevolezza con modi in cui si fondevano garbo e risolutezza. Credo che poche persone siano state capaci di dirgli di no. Don Luigi sapeva tenere a bada chi tentava di fare, diciamo così, invasione di campo: e non erano pochi, in un momento storico in cui una parte della classe politica vedeva nelle parrocchie soprattutto serbatoi di voti.

Credo che pochi sacerdoti abbiano visto nell’amicizia, con lo stessa intensità di don Luigi, un valore assoluto non solo della società civile, ma anche della pratica religiosa. La sua amicizia con don Peppino Esposito, parroco di Castello di Palma, fu per noi tutti una lezione luminosa. La sera, dopo le funzioni, egli si sedeva davanti alla chiesa: osservava piazza San Lorenzo, il viavai di auto e di gente, e rispondeva ai saluti. Noi gli sedevamo intorno, lo ascoltavamo, seguivamo il suo sguardo vigile che si spostava lungo lo “spettacolo” che si svolgeva in piazza, pesavamo i suoi commenti e i suoi loquaci silenzi. Poi andavamo a tirare quattro calci al pallone in uno slargo della strada, dietro la Chiesa. Lui veniva, rimproverava, applaudiva: alla fine, si arrendeva, e entrava nella mischia.

I due ricordi che non si cancelleranno mai.

“Mario, secondogenito del dottor Nicola Indolfi, morì 40 anni fa schiantandosi con l’auto contro un palo, tra Ottaviano e Somma. Aveva diciotto anni: un ragazzo splendido, solare, leale, ricco di una finissima ironia e di nobili sentimenti. Era un ottimo calciatore, e la tecnica gli permetteva di superare agevolmente le difficoltà create dalla miopia. La sua morte scosse la città. Dopo le esequie, don Luigi non riuscì a frenare il pianto, un pianto a singhiozzi, a noi che cercavamo di calmarlo gridò: “ E finitela…” e fuggì via, per continuare a piangere in libertà, da solo. Don Luigi seguiva le partite del “Diaz” in casa, e quando poteva, in trasferta. Una volta venne anche a Montella. Il “Diaz” vinse e alla fine della partita i tifosi locali si schierarono intorno a noi in atteggiamento chiaramente ostile. Per raggiungere le auto e i pullman bisognava attraversare un oscuro castagneto: don Luigi si mise alla testa degli ottajanesi e li guidò alla salvezza, tra file di sguardi che non brillavano di amicizia. Ricordo nitidamente il suo passo lento e sicuro e la tonaca agitata dal vento della sera.”.

 Nella “partita del cuore” si sono affrontate la squadra “rossa” e quella “granata”. Squadra Rossa, guidata da Felice Casillo:Aprile Franco, Allocca Franco, Annnunziata Angelo, Annunziata Ciro, Autorino Riccardo, Ciniglio Antonio, Duraccio Pasquale, Giugliano Pasquale, Iervolino Enrico, Petricciuolo Ciro, Menzione Michele, Minichini Arcangelo , Ragosta Nicola, Saviano Carmine, Sessa Michele, Di Palma Pasquale, Tecchia Luigi.

Squadra Granata guidata da Pasquale Invito: Aliperta Pasquale, Annunziata Pasquale, Avino Michele, Caiazzo Ottavio, Capasso Luca, Del Giudice Enrico, Del Giudice Michele , D’Avino Antonio, Di Palma Nello, Giarritiello Ciro, Ugliano Gaetano, Ragosta Giuseppe, Visone Salvatore, Pisanti Diomede.

La partita è finita in parità, 1-1, con reti di Autorino Riccardo ( R ) e Avino Michele ( G ) , su calcio di rigore. 

ottaviano-fotolaurenziana

 

 

 

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