Il gruppo Coleman-Medicina Futura afferma che la vicenda del lavoratore di Acerra estromesso dopo aver denunciato il malfunzionamento di un macchinario salvavita “non deve essere oggetto di confronto mediatico“.
Venerdì 8 agosto Carlo Del Vasto, 32 anni, tecnico radiologo e delegato sindacale della Cgil nel centro diagnostico di Acerra “Medicina Futura” si è visto leggere la lettera del suo licenziamento mentre stava curando gli ammalati di cancro nella sala bunker della radioterapia. Qualche giorno prima Carlo aveva denunciato all’asl Napoli 2 e alla polizia il malfunzionamento del rilevatore di gas ozono nella sala bunker, gas ozono che se fuoriesce dalle macchine radioterapiche toglie l’ossigeno, vale a dire che può uccidere. Da qui l’estromissione forzata dal posto di lavoro del delegato Cgil. Quindi la denuncia del sindacato. E l’altro ieri le dichiarazioni di fuoco del segretario regionale della Camera del Lavoro della Campania Franco Tavella e il contemporaneo sit in di strada, con i responsabili della Cgil Funzione Pubblica e alcuni militanti dell’organizzazione che hanno appeso striscioni sul recinto del centro diagnostico. Ma per il gruppo Coleman-Medicina Futura tutto questo non doveva finire sui giornali. Per l’azienda non se ne doveva parlare. “E’ una questione privata che attiene alla sfera del rapporto tra lavoratore e azienda”. Proprio così: lo ha scritto il gruppo sanitario in un comunicato. “I fatti da cui trae origine il licenziamento attengono, invero, alla sfera privata Azienda – Lavoratore, essendosi originati per responsabilità di natura disciplinare personale del Dipendente, e, per tale ragione, la Società non ritiene che le circostanze che hanno determinato la lesione irreversibile del vincolo di fiducia con il singolo Dipendente debbano essere oggetto di “confronto mediatico” pubblico, nel rispetto anche della posizione di quest’ultimo”.
Nessun confronto mediatico pubblico dunque. Ossia: niente giornali, radio, televisioni. La gente non deve sapere. La Coleman poi smentisce di aver subito una multa da parte degli organi preposti al controllo a causa del malfunzionamento del rilevatore dell’ozono e afferma di aver provveduto alla sua sostituzione prima della denuncia di Del Vasto. Rilevatore che Medina Futura continua a considerare strumento “facoltativo”. “Tutto questo – aggiunge – a dimostrazione del fatto che non possono in alcun modo essere messe in dubbio la serietà, la professionalità e la sicurezza che contraddistinguono l’operato dell’azienda”. Azienda che poi torna sull’argomento del risalto mediatico dato alla notizia. “Auspichiamo – conclude la Coleman – che l’episodio del licenziamento torni ad essere circoscritto in quel giusto contesto “privato” che sempre in questi – fortunatamente unici – casi dovrebbe connotare le vicende dei singoli”.
Secca la replica della segretaria provinciale della Cgil Funzione Pubblica, Ileana Remini: “Intanto verificheremo in tribunale gli atti. Comunque pensare di relegare tutto questo a una questione privata è assurdo: il tentativo di mettere a tacere la protesta. Invece noi faremo ancora più rumore. E poi il fatto mediatico viene da sé perché per fortuna, evidentemente, c’è ancora interesse a mettere in evidenza le questioni che riguardano i diritti dei lavoratori”.









