L’enorme scuola privata, l’Istituto delle suore del Sacro Cuore, è stata dichiarata abusiva con una sentenza del Tar, immediatamente esecutiva. Sentenza che ha accolto un provvedimento dello stesso ufficio tecnico del Comune. Ma il sindaco di Casalnuovo non ci sta. Al punto che Massimo Pelliccia ieri ha sfidato tutto e tutti attraverso un messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook.”Fino a che sarò io sindaco della città la scuola non correrà nessun rischio”, avverte Pelliccia. C’è però una sentenza del Tribunale amministrativo regionale con cui i giudici affermano che la scuola non è condonabile e respingono il ricorso delle suore. E siccome la sentenza del Tar è immediatamente esecutiva il sindaco a questo punto dovrebbe far abbattere l’edificio oppure confiscarlo. La struttura, costruita tra il 1996 e il 1998, sulla base di un procedimento giudiziario chiesto da una cittadina che abita accanto alla scuola risulta infatti più alta e più larga e realizzata eludendo la destinazione d’uso della licenza edilizia, rilasciata dal Comune per la realizzazione di un “apostolato sociale” e non di una scuola paritaria. L’edificio ospita una materna, un’elementare e una media frequentate da centinaia e centinaia di alunni dei ceti più abbienti della zona. Intanto le suore e i docenti del Sacro Cuore sono molto preoccupati ora che la notizia è di pubblico dominio. L’altro ieri hanno incontrato il sindaco. Tra loro anche l’assessore alla cultura, Simona Visone, che è una insegnante dell’istituto risultato fuorilegge a seguito di un controllo della polizia municipale effettuato nel 2016. “Ho incontrato il corpo docente laico della scuola Sacro Cuore – fa sapere Pelliccia – ho invitato loro a raggiungermi in rappresentanza al Comune la prossima settimana. Ma ho già rassicurato i docenti: fino a che sarò io sindaco la scuola non correrà rischi”. Secondo Pelliccia c’è un regia politica locale dietro questa vicenda. “La barbarie – stigmatizza – di utilizzare il nome di una scuola centenaria e dei suoi alunni per speculazioni politiche, o peggio ancora, per interessi personali, troverà sempre in me un forte oppositore e non avrà mai il sopravvento”. A ogni modo il sindaco replica sulle perplessità scaturite dalla sua affermazione spiegando che “diverse potranno essere le soluzioni attuabili per il Sacro Cuore nel pieno rispetto della legalità e delle norme edilizie per garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche, atteso anche il contenzioso in essere”. Replica però a distanza il dirigente provinciale del Pd ed ex presidente del consiglio comunale, Giovanni Nappi. “C’è una sentenza che parla di abusi edilizi – scrive Nappi – per cui da un sindaco, piuttosto che sempre il solito facile populismo, mi aspetterei risposte serie. E poi: ma lui non rappresenta il Comune? Non è stato lui a dare mandato agli avvocati del Comune per opporsi al ricorso delle suore? Quindi da un lato attacca e da un lato difende? Io comunque dico evviva le suore. Ma la legge è uguale per tutti e un primo cittadino non può mai giustificare un abuso edilizio”.



