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Il sindaco di Acerra dichiara guerra ai campi rom: sgomberato e smantellato il primo

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Non si sa che fine abbiano fatto i cinquanta rom che ieri sono stati sgomberati dal campo di via Saggese, in località Aria di Settembre, sulla linea di confine con Casalnuovo, a poche centinaia di metri dal passaggio a livello delle Ferrovie dello Stato. Uomini, donne, vecchi e bambini ieri se ne sono andati per sempre dalla piccola baraccopoli di legno, cartone e alluminio senza protestare. Hanno visto giungere in forze poliziotti municipali, mezzi e ruspe e sono quindi come spariti nel nulla. Comunque molto probabilmente i nomadi avranno trovato facile rifugio a pochi chilometri da lì, in qualche altro campo rimasto in piedi nel Napoletano.  Poi sono iniziate le operazioni di smantellamento della dozzina di baracche che c’erano, operazioni che sono state osservate sul posto dal sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, dell’UDC, l’Unione dei Democratici Cristiani e di Centro. Per togliere di mezzo quasi tutto, baracche e rifiuti, è stato necessario lavorare fino al tramonto con gli uomini della ditta di nettezza urbana. La dismissione del campo di via Saggese, una zona in cui l’abusivismo edilizio regna sovrano, è la conseguenza di un’ordinanza del sindaco Lettieri risalente a tre mesi fa e motivata dalla natura abusiva dell’insediamento e dai pericoli per la salute pubblica che questo rappresenta. Intanto Lettieri ha intenzione di togliere di mezzo anche il campo rom di Candelara, ubicato sull’altro lato del territorio che amministra, in località Candelara, al confine con i comuni di Brusciano e Pomigliano, non lontano dalla porta principale della Fiat.