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Gambizzato Roberto Ianuale, fratello degli assassini pentiti dell’immigrato Korol

Il ragazzo è fuori pericolo. Tutti i particolari della storia.  

 

Un colpo di pistola in una gamba che però lo ha solo ferito senza gravi conseguenze per sua fortuna. Roberto Ianuale, 22 anni, chiamato da sempre “Robertino” da queste parti, è stato ferito ieri pomeriggio in un agguato avvenuto a Castello di Cisterna. Roberto è il fratello gemello di Gianluca e fratellastro di Marco Di Lorenzo, questi ultimi due condannati a settembre per aver ucciso durante una rapina, l’anno scorso, l’immigrato ucraino Anatoliy Korol. La gambizzazione di Roberto è avvenuta nei pressi del rione della ricostruzione, storica centrale di spaccio all’aperto h 24, “specializzata” nella vendita di crack, e della Cisternina, le case azzurre di proprietà del comune di Napoli, alloggi dati ai senzatetto agli inizi degli anni Ottanta. E’ da qui, dalla Cisternina, che la sera del 29 agosto del 2015 è partito il commando di rapinatori che ha ucciso a colpi di pistola, in un vicinissimo supermercato, l’immigrato Anatoliy Korol, “colpevole” di essersi opposto al colpo nell’esercizio commerciale ingaggiando un tragico corpo a corpo con i delinquenti. Della Cisternina erano tutti i componenti della banda: Gianluca e Marco, rispettivamente figlio e figliastro del boss Vincenzo, nel frattempo divenuti collaboratori di giustizia. Ma da questi appartamenti provenivano anche Mario Ischero, il palo della rapina, ed Emiliano Esposito, che fornì ai fratellastri pistola e motorino rubato. Il 23 settembre scorso, infine, le condanne: venti anni a Di Lorenzo, 32enne, venti al fratellastro Gianluca, 22enne, venti ad Esposito, 41enne, e tre anni e quattro mesi a Ischero, 49enne. Per il gesto eroico la vittima, Anatoliy, che ha lasciato moglie e due figli, è stato insignito della medaglia d’oro al valor civile e alla memoria dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Gianluca Ianuale e Marco Di Lorenzo – figli della stessa madre, scomparsa da tempo, ma non dello stesso padre (sono Gianluca e il gemello Roberto i figli del boss detenuto Vincenzo detto lo “Squadrone”) – si sono pentiti appena qualche giorno dopo il loro arresto, avvenuto a una settimana dall’omicidio di Anatoliy. La collaborazione offerta dai due giovani ha fatto scaturire subito grandi speranze sul fronte investigativo. Dal primo momento il sospetto degli inquirenti è stato che i condannati facessero parte di una vera e propria banda organizzata di rapinatori e spacciatori che imperversano da tempo nella zona. Poi c’è la questione di fondo, ben più di peso, e cioè quella relativa al quadro mafioso dell’area. Anche se sono molto giovani i due fratellastri conservano comunque alcuni dei segreti del clan Ianuale, organizzazione che seppure in declino vede tuttora operanti molti criminali del territorio, alcuni dei quali sono passati ad altri clan. E’ un posto molto difficile Castello di Cisterna. Nel 2009 il nucleo informativo del gruppo carabinieri, che proprio qui ha sede, è riuscito a far commissariare il comune per una serie di condizionamenti della camorra. Alla base del provvedimento, la cui validità è stata confermata l’anno scorso dal Consiglio di Stato, ci sono stati forti interessi criminali nell’edilizia. Da queste parti decine di palazzi risultano ancora irregolari essendo frutto di un piano regolatore annullato dalla provincia a causa di una serie di atti illegittimi. Si perché anche a Castello di Cisterna come altrove la camorra, oltre che di spaccio di droga, è sempre stata fatta anche di cemento, appalti e colletti bianchi.

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