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Ieri a Pomigliano conferenza stampa della Fiom insieme a don Peppino, parroco di San Felice.

    

Dalla conferenza stampa di ieri della Fiom è emerso che c’è chi sta preparando una risposta alla Fiat dopo la decisione dell’azienda automobilistica di cancellare dalle festività in fabbrica la ricorrenza del patrono di Pomigliano. E potrebbe trattarsi di una risposta simbolicamente significativa. La processione della statua del santo, San Felice, domani partirà infatti dalla chiesa madre di Pomigliano per poi approdare, almeno sono questi i rumors, davanti ai cancelli dello stabilimento della Panda. ” E’ la comunità che lo sta chiedendo, sono gli operai che vogliono così “, le parole di don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice, frasi pronunciate a margine della conferenza stampa. Ieri don Peppino nella sala Dora Costa della Cgil di Pomigliano si è seduto accanto a Franco Percuoco, responsabile provinciale della Fiom. Dietro di lui campeggiava la bandiera dei metalmeccanici Cgil. ” Questa vicenda della cancellazione del santo patrono – ha spiegato Percuoco – per noi è l’occasione di ribadire che c’è la possibilità di andare al superamento della divisione tra chi lavora sempre e chi invece lavora poco o pochissimo in fabbrica, mentre la Fiat cancella le festività e organizza i sabati di straordinario “. Sono 2mila i lavoratori dello stabilimento impiegati a singhiozzo dal 2009. Per loro da due anni ci sono i contratti di solidarietà, che hanno finora consentito di aumentare un po’ il magro stipendio della cassa integrazione in cui finiscono per la maggior parte del mese. Poi ci sono gli altri 2500 dipendenti selezionati dal 2010, anno dell’accordo Panda, prologo del successivo contratto dell’auto. Lavorano sempre. ” Basta avviare il terzo turno per far tornare tutti al lavoro stabile – la proposta della Fiom illustrata da Percuoco – estendendo sempre a tutti il contratto di solidarietà. Si tratta di una proposta ragionevole anche sotto il profilo salariale visto che con il jobs act il rinnovo del terzo anno di solidarietà porterà una diminuzione del salario del 10 % rispetto all’anno precedente “. La sensazione però è quella della contrapposizione senza sbocchi. ” E allora noi credenti dobbiamo fare appello al papa per far rispettare la festa del patrono “, il commento di Arcangelo De Falco, operaio della Fiat iscritto alla Fiom e fratello di Eddy, il piazzaiolo morto suicida due anni fa per l’impossibilità di pagare una multa dell’ispettorato del lavoro.  C’è tanto malessere nel mondo del lavoro o meglio, del lavoro che non c’è, a Pomigliano e dintorni. E’ il malessere di chi si sente ai margini. ” La scelta dell’azienda automobilistica – spiegano altri due militanti Fiom, Maurizio Rea, operaio Fiat, e Peppe Iannaccone, operaio Avio – è politica perché ormai vuole fare ciò che vuole dei lavoratori “. Nella conferenza è giunta la eco delle dichiarazioni del sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, ormai consueto fan di Marchionne. Russo oltre a dichiararsi d’accordo sulla rimozione nello stabilimento della festa del patrono ha suggerito di spostarne la celebrazione a domenica. ” Per fortuna il sindaco non è né il papa né il vescovo “, il sorriso di don Peppino.