Le fiamme si sono levate due giorni fa nell’isola ecologica di Castello di Cisterna. Hanno bruciato un mezzo per la raccolta dei rifiuti e i locali adibiti ad ufficio. Verosimilmente l’origine dell’incendio è dolosa.
Il rogo è divampato nella serata di mercoledì. Nell’area, gestita dalla “Gisa Srl”, società con sede legale a Melfi, non c’era nessuno. La presenza di rifiuti avrebbe potuto determinare danni peggiori, per fortuna evitati dall’intervento dei vigili del fuoco, che hanno provveduto a spegnere il rogo. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. Non sono stati trovati punti di innesco, ma la circostanza che il fuoco sia avvampato in due punti distinti e non vicini fa pensare che dietro l’episodio ci sia la mano di qualcuno, arrivato ad appiccare l’incendio mentre la tv trasmetteva la seconda semifinale di Coppa Italia con il derby tra Roma e Lazio. Un momento propizio per agire indisturbati, in una zona tra l’altro isolata, via Cimminola. Sul caso stanno indagando i militari dell’Arma della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone. Per ora non si esclude alcuna pista investigativa, nemmeno quella del racket. Solo dieci giorni fa un altro incendio era stato provocato da soggetti, per ora ignoti, in una concessionaria di auto poco distante, nei pressi della strada statale 7bis, la stessa via dove, a una paio di chilometri di distanza, sul territorio di Mariglianella due settimane prima era stata lanciata una bomba carta contro un negozio di un commerciante cinese. Circa una settimana fa, inoltre, a Brusciano, è rimasto danneggiato da un altro incendio, forse accidentale, un furgone di un magazzino di prodotti per parrucchieri. Tutti casi su cui va avanti l’attività investigativa dei carabinieri.



