E’ un disastro la rete idrica gestita da anni dalla società privata Gori nella parte orientale della provincia di Napoli. Tra ieri e l’altro ieri è stata infatti messa a dura prova la pazienza di decine di migliaia di cittadini di Pomigliano e Casalnuovo, comuni molto popolosi dell’ hinterland a est del capoluogo e confinanti tra loro. Un black out idrico nel centro cittadino di Pomigliano, a causa di una doppia rottura nella condotta all’altezza della centrale via Caiazzo, ha messo i rubinetti a secco in diverse arterie del centro, per quasi un giorno e mezzo di seguito, fino a stamattina. Un’altra rottura dell’acquedotto si è verificata a Pomigliano, appena la scorsa settimana, in via dei Romani. Anche in questo caso almeno un giorno di stop all’erogazione del prezioso liquido e alcune case allagate. A Casalnuovo poi c’è una zona della cittadina, Licignano, in cui la pressione è assente da mesi per cui la siccità è divenuta una costante. La Gori sta effettuando lavori di sostituzione di alcune parti della rete nei pressi della stazione ferroviaria per cui si ipotizza che questi lavori stiano determinando il calo verticale della pressione. Dappertutto poi si segnala che l’acqua, quando c’è, è di pessima qualità. Spesso è zeppa di calcare, che si attacca a ogni cosa in modo quasi permanente, oppure è piena di altre sostanze di colore giallo o addirittura blu, com’è stato segnalato a Pomigliano.



