Si accende la discussione sulla dismissione del patrimonio pubblico immobiliare. Per la nuova segretaria comunale ci sono parti del regolamento inutili che ripetono la legislazione vigente e che vanno eliminate.
La decisione, già inserita nel programma elettorale, è stata presa. L’iter burocratico, con la stesura del Regolamento, approvato all’unanimità dalla Commissione Consiliare Bilancio, sulla dismissione del patrimonio pubblico immobiliare è pronto e gli incontri-scontri con i cittadini interessati ci sono stati.
Di questi segnaliamo il più significativo e cioè quello dell’11 novembre scorso svoltosi nel Centro Sociale "Cennamo" del Parco Panorama. C’era stata la partecipazione di tanti cittadini-inquilini attirati soprattutto dalla voglia di conoscere gli sviluppi dell’annosa vicenda e le nuove "Regole" dettate dall’amministrazione Guadagno. L’incontro era stato anche "disturbato", a detta di qualche cittadino da «alcuni interessati solo a polemizzare e a boicottare, per impedire la vendita e continuare ad essere inquilini a sbafo o a prezzi stracciati».
Ciò nonostante, il Borgomastro, Angelo Guadagno, il capogruppo del PD, Domenico Viola, il capogruppo di Verso il Futuro, Ivan Aprea, e la fresca indipendente, fuoriuscita dal PD, Mariarosaria Buonocore, non si erano lasciati intimidire dall’atmosfera "rovente" creata ad arte dai sobillatori, anche perché nella sala erano presenti quasi tutti gli altri consiglieri e assessori della maggioranza, a dare manforte, ed avevano fornito tutte, o quasi, le informazioni utili e necessarie per comprendere l’argomento.
«La dismissione del patrimonio pubblico immobiliare è stata una scelta costrittiva "ordinata" dalla Corte dei Conti stante la grave situazione di deficit economico in cui versano le casse comunali. Equitalia non ha messo le mani sulle case del parco panorama ed il comune non ha affidato le case ad un’agenzia per la vendita, l’avrebbe potuto fare tranquillamente. L’acquisto presuppone la chiusura di tutti i contenziosi passati – ha affermato il primo cittadino vollese – Non è obbligatorio acquistare, soprattutto per gli ultrasessantenni e per chi ha nel proprio nucleo familiare un diversamente abile e per chi acquista trattasi di un’operazione vantaggiosa. La cifra d’acquisto è stabilita dall’agenzia del territorio e sarà previsto un anticipo minimo ed una rateizzazione fino a venticinque anni della somma dovuta. Chi non comprerà la casa dovrà pagare l’affitto rivalutato in base al reddito e all’attualità».
In quella sede il borgomastro aveva comunicato anche che una delle prime cosa fatte dalla sua amministrazione era stata quella di istituire un "ufficio casa" che «sta provvedendo a mettere un po’ d’ordine sull’argomento (morosi, legittimi assegnatari, quelli che sono in regola con i pagamenti e con le assegnazioni)». (In realtà, sembra che l’ufficio casa esistesse già prima di Guadagno e che non funzionasse, ndr). Alla domanda di qualcuno sul perché la vendita dovesse cominciare proprio con le case del parco Panorama e quelle del parco Verbena, il borgomastro aveva risposto che «sono le uniche già accatastate – promettendo che – anche tutte le altre saranno vendute dopo essere state accatastate».
Quindi, il consiglio comunale per l’approvazione del "Regolamento per la Alienazione dei Beni Immobili Patrimonio ERP" è stato convocato per il 14 novembre 2013. Ora si può procedere, nonostante il "disturbo" dei soliti cittadini-inquilini, contrari alla vendita. Alcuni di questi, esponenti locali di SEL, durante il consiglio, hanno contestato l’intervento del consigliere Riccio, lanciando anche insulti. Il punto viene "rinviato" e la motivazione è tutta "tecnica", almeno così pare, perché il nuovo segretario comunale, insediatosi da pochi giorni, ha suggerito di apportare alcuni emendamenti al redatto regolamento ritenuto, in più punti, "pleonastico".
In altre parole, a parere della nuova rappresentante ministeriale ci sono parti del regolamento inutili che ripetono la legislazione vigente e, quindi, vanno eliminate mentre per la segretaria comunale precedente, che aveva "studiato" il regolamento, andava bene così. Quindi, dopo una lunga ed estenuante discussione, nella quale l’argomento è stato setacciato e ripetuto più di una volta, il punto è stato rinviato al prossimo consiglio comunale perché «la commissione possa prendere atto ed approvare degli emendamenti suggeriti dal rappresentante ministeriale».
Il secondo punto sul "Regolamento degli Arredi Urbani, Chioschi e Dehors", invece è stato "ritirato" perché redatto dall’ex assessore Festa, "licenziato" qualche giorno fa dal Borgomastro per "incompatibilità urbanistiche". Ovviamente, come tutti sanno, un regolamento non può essere "licenziato" da un "licenziato", e quindi deve essere rivisto. Infine, gli ultimi due regolamenti, quelli disciplinanti l’autoparco comunale e il servizio economato, sono stati approvati dalla maggioranza, con l’eccezione di Ivan Aprea che ha votato contro, insieme ai consiglieri di minoranza, per un "disappunto politico nei confronti della maggioranza".
«Avevo chiesto che il Regolamento sugli Arredi Urbani, Chioschi e Dehors non fosse ritirato. In maggioranza eravamo d’accordo poi, invece, all’ultimo momento è stato ritirato ed io per mostrare il mio disappunto ho votato contro gli altri due», ci ha dichiarato Aprea. A proposito, è buffo sapere che il Regolamento sul Servizio Economato sia stato approvato con i due emendamenti che il PD aveva proposto qualche mese fa, ma che non aveva trovato compattezza nella maggioranza, facendola dividere. In quella occasione il PD diventato minoranza fu costretto a ritirare il punto. Prodezza della politica, "arte dell’impossibile e del convincimento".
Quindi, dall’ultimo consiglio comunale, gli "Inquilini ed Affini" delle case di proprietà del Comune di Volla non possono ancora diventare proprietari degli alloggi dei quali hanno goduto come ospiti in tutti questi anni, con minima soddisfazione dei disturbatori contrari. Devono attendere, ma, ancora per poco, giusto il tempo di vedere regolamentato il nuovo regolamento con la speranza che questo regoli, regolarmente, la regolare assegnazione e vendita delle regolate o regalate abitazioni.

