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Volla. Consiglio comunale: ciak si gira

Verifica politica ancora in alto mare. Intanto sono stati approvati tutti i punti presentati all’ordine del giorno nel corso dell’ultima pubblica assise.

Un minuto di raccoglimento dell’aula per commemorare la scomparsa di Antonio Giglio, consigliere comunale dal 1988 al 1993 (ex segretario del PCI di Volla) ha dato il via ai lavori del consiglio comunale del 15 aprile 2014.

La discussione è stata centrata quasi tutta sulla “verifica-crisi” dell’amministrazione che dura da più di tre mesi, durante i quali abbiamo assistito alla “guerra delle epistole”, un conflitto intestino di bordate incrociate fra i tre tronconi della maggioranza (i “Cavalieri”, gli “Indipendenti” e i “Renziani”) e il borgomastro, con la minoranza, incredula, che è stata alla finestra a osservare. Par don, a leggere.

Nel processo di trasferimento dal pensiero alla carta, che parte dal cervello e arriva alla penna, l’organismo umano mette in moto dei meccanismi quasi perfetti. Evidentemente, qualche neurone degli “amanuensi” non doveva essere in buone condizioni fisiche e quindi il risultato è stato quello di aver trasferito qualcosa non dettata proprio dal pensiero. Del tipo “io non volevo dire quello che ho scritto”.

Oppure, del tipo “vogliamoci bene e andiamo avanti come se nulla fosse successo”, come ha ironizzato il consigliere di minoranza Manfellotti. Le cose dette, anzi scritte e protocollate, sono state, a parere della minoranza, molto “forti” e meritevoli di chiarimenti e/o di azioni consequenziali da parte del borgomastro, il quale si è difeso rimandando ai mittenti, anzi agli scriventi “dovete chiedere a quelli che hanno scritto le lettere, cosa hanno scritto”. Poi, ha iniziato con l’elenco di quello che di buono ha fatto la sua amministrazione.

Il debito di otto milioni avuto in eredità dal passato e pagato quasi tutto, la riorganizzazione della raccolta rifiuti “Volla è ai primi posti rispetto al circondario”, la politica del verde pubblico, la prossima apertura dell’isola ecologica, i finanziamenti ottenuti (200.000 euro per il micronido, 7 milioni e mezzo per il cappottamento della 219, e per il completamento dell’asfalto e l’illuminazione di via Palazziello e via Cozzone, 250.000 euro per il rifacimento e l’impermeabilizzazione dell’ICS Falcone).

Ma, la minoranza non ci sta. Annone e Viscovo hanno chiesto spiegazioni su passaggi riguardanti “la morale politica dell’amministrazione” mentre Pasquale Petrone, prima ha “dovuto” esprimere solidarietà al borgomastro, attaccato dalla sua stessa maggioranza, poi ha chiesto “chiarezza sui potentati” che stanno gestendo l’amministrazione e il PUC ed infine ha preteso dal sindaco “il dovere di rispondere al paese delle accuse rivoltegli dai suoi consiglieri”. La maggioranza, con Buonocore, si è difesa dicendo di essere “tutte persone perbenissimo, educate, che lavorano per il popolo”.

Aprea, ha chiarito che “l’etica si concretizza nel patto elettorale costituito dal programma e se non si ritorna sul binario etico la mia esperienza politica è terminata”. Viola “ha chiesto scusa ai cittadini per aver in parte deluso le loro aspettative” ed ha parlato di un “fisiologico briefing per verificare i rapporti dei metodi all’interno della coalizione per dare risposte sempre più importanti alla città”. Alla fine fiducia piena e completa al borgomastro da parte della sua maggioranza ed approvazione dei punti all’ordine del giorno, tra cui il pagamento di alcuni debiti fuori bilancio e il sostegno al governatore Caldoro nella sua iniziativa di chiedere al governo centrale l’equa ripartizione dei fondi del Sistema Sanitario Nazionale a tutte le regioni.

Poca roba, per la verità, soprattutto una scarsa spiegazione delle frecciate velenose e insinuanti contenute delle epistole. Inoltre, non è parso di vedere chiarezza all’orizzonte nei rapporti interpersonali tra le forze che compongono la maggioranza. Comunque, il borgomastro ha annunciato che nelle prossime settimane ci saranno delle novità e dei cambiamenti.

Intanto, uno degli attivisti del Movimento 5 Stelle, esprimendo un parere sulla verifica-crisi dell’amministrazione Guadagno, aveva affermato che sarebbe finita a “tarallucci e vino”. Ci aveva visto giusto. E già che ci siamo, considerando che si sta approssimando Pasqua, aggiungiamoci anche il casatiello, il tortano e la pastiera, così la “scampagnata” può considerarsi completa.

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