Nei due ipermercati sono già al via da alcuni mesi gli strumenti puntati a ridimensionare in modo non eccessivo i salari per evitare i licenziamenti.
Fermare i licenziamenti nella grande distribuzione campana con i contratti di solidarietà. E’ l’esempio che viene dai due ipermercati Auchan di Pompei e di Mugnano.
Ieri nella catena di negozi, di proprietà della multinazionale francese, dislocati nel Napoletano si è aperto il confronto relativo alla ricerca di un’intesa in grado di fronteggiare la complicata situazione in cui si trovano gli ipermercati di Napoli-via Argine (180 addetti), di Nola-Vulcano Buono (210 addetti) e di Giugliano (300 addetti). Per quanto riguarda invece gli ipermercati di Pompei e di Mugnano alcuni mesi fa è già stato ratificato un accordo che qui ha dato il via all’applicazione dei contratti di solidarietà, vale a dire a una sostanziale riduzione dei salari. E sono stati proprio i circa 200 addetti dell’ipermercato pompeiano a subire il ridimensionamento percentualmente più elevato, con la stipula di un contratto di solidarietà destinato a smaltire un esubero del 34,5 % degli effettivi individuabili.
Cosa che però ha evitato il licenziamento di un terzo dei lavoratori. Nello storico ipermercato di Pompei, ubicato accanto al casello autostradale di Castellammare di Stabia, il problema della crisi dei consumi è stato aggravato dalla concorrenza spietata. L’anno scorso, infatti, proprio a pochissima distanza dall’ipermercato vesuviano e proprio nel territorio comunale di Pompei è stato inaugurato un nuovo centro commerciale, l’ennesimo della serie in provincia di Napoli, che attraverso la dinamica attività del suo superstore ha intaccato gli affari della struttura di proprietà transalpina, rilevato quindici anni fa dal gruppo Città Mercato. Dello stesso gruppo, agli inizi del 2000, faceva parte anche l’ipermercato Auchan di Mugnano, 220 lavoratori impegnati in una struttura situata in un’area dell’hinterland densamente popolata.
Anche qui gli esuberi sono attualmente gestiti attraverso lo strumento non traumatico dei contratti di solidarietà. In questo caso però la percentuale di smaltimento delle eccedenze è inferiore a quella della omologa struttura di Pompei, essendo fissato sotto il tetto del 28 %. Sono però molte le problematiche che accomunano la situazione dei due ipermercati. Anche il grande negozio di Mugnano infatti soffre una concorrenza spietata, in questo caso paradossalmente determinata dalla presenza di un altro ipermercato Auchan, quello di Giugliano, ubicato a pochi chilometri di distanza e costruito in epoca molto più recente.
Ma è la classica condizione del cane che si morde la coda: l’Auchan di Giugliano patisce a sua volta il morso della crisi anche a causa di un organico sovradimensionato, circa 300 addetti reclutati in una fase di mercato molto più favorevole di quella attuale.

