Un weekend per la salute della donna: ma è abbastanza?

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Mentre in piazza del Plebiscito a Napoli il Villaggio della Salute apre le porte alla “Race for the Cure”, la nostra regione viene addirittura definita “laboratorio di cancerogenesi”. La causa? L’inquinamento ambientale.

È passato poco più di un mese da quando i ricercatori napoletani Antonio Giordano e Giulio Tarro hanno pubblicato il libro “Campania terra di veleni”, uno studio sul disastro ambientale senza precedenti che va dallo sversamento illegale dei rifiuti speciali, alle nove tonnellate di eco balle accumulate che non si sa come smaltire, ai roghi tossici che sono così numerosi da aver guadagnato al nostro territorio l’appellativo di “terra dei fuochi”.

Ed è proprio a causa dei crimini ambientali perpetrati nel tempo e della cattiva gestione dei rifiuti che in Campania si sono moltiplicati i casi di tumore.
Dal dossier elaborato dall’associazione italiana di oncologia medica (AIOM) e dall’associazione italiana registri tumori (AIRTUM) emerge una fotografia sconcertante e tragica: in Campania ci si ammala di tumore più che altrove e con un ritmo crescente. I morti sono aumentati del 28,4% tra gli uomini e del 32,7% tra le donne. E il tumore al seno, con 45.000 nuovi casi che si registrano in Italia ogni anno, rappresenta la principale causa di morte nella popolazione femminile oltre i 35 anni. Tuttavia in Campania anche la soglia dei 35 anni potrebbe rivelarsi insufficiente per la prevenzione.

Una donna ogni nove sviluppa questo tipo di tumore nel corso della vita, con una nuova diagnosi ogni 15 minuti e sono 12.000 le donne che ogni anno non ce la fanno. Il problema quindi è gravissimo e la lotta a questo tumore e le campagne di prevenzione restano un momento essenziale nel quadro del diritto alla salute delle donne. A Napoli dal 5 al 7 ottobre, dopo i 9.000 iscritti dello scorso anno, torna la Race for the Cure, la tre giorni di benessere e salute, organizzata dall’associazione Komen con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio di Regione, Provincia, Comune. Lo scopo della manifestazione è quello di raccogliere fondi ed esprimere solidarietà alle cosiddette “Donne in Rosa”, cioè le donne che hanno affrontato questa malattia e che testimoniano che da questa malattia si può guarire.

La “gara”, la race for the cure, che si terrà domenica 7, è proprio per le donne in rosa, per chiunque abbia avuto un’esperienza con il tumore del seno o lo sta ancora combattendo. Per loro ci sarà anche un’area riservata al Villaggio per la Salute, allestito fin dal giorno 5, con tante iniziative all’insegna della condivisione e del relax.
Gli obiettivi della manifestazione sono: la promozione della prevenzione secondaria, cioè della diagnosi precoce; l’aiuto alle donne che si confrontano con la malattia; il miglioramento della qualità delle cure; il sostegno a giovani ricercatori e il potenziamento delle strutture cliniche; generare risorse economiche per la realizzazione di progetti propri e per aiutare altre associazioni attive nel campo ad operare con più efficacia.

Al “Villaggio della Salute” sono previsti laboratori della prevenzione sui tumori del seno, rivolti a gruppi selezionati di donne che non accedono agli ordinari programmi di screening senologici per motivi sociali, economici e culturali. Inoltre, esami gratuiti di prevenzione dei tumori della pelle, delle malattie della tiroide e di altre patologie. L’iniziativa è importante, ma il suo successo mette in evidenza quanto sia grande il bisogno da parte delle donne di informazioni e servizi efficaci in materia. Inoltre la stretta correlazione ormai accertata tra la crescita dei casi di tumore e l’avvelenamento ambientale rende chiaro che il compito più urgente da svolgere per le istituzioni, al di là di ogni altra iniziativa direttamente rivolta alla prevenzione e alla lotta al tumore al seno, è la bonifica radicale del nostro martoriato territorio.

È necessario reperire i fondi con la consapevolezza che ogni ritardo o inadempienza si trasforma, oltre che in eventi tragici per i cittadini, in una spesa sanitaria sempre più difficile da sostenere.
(Fonte foto: Rete Internet)