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lunedì, Ottobre 18, 2021

Un progetto scolastico per contrastare la violenza di genere

Si è concluso al liceo sc. “G. Mercalli” il percorso didattico iniziato a Ottobre dal GPA della 1° Municipalità insieme alle scuole del territorio.

Che sia necessario prevenire e contrastare la violenza di genere a cominciare dalla scuola è cosa da più parti affermata e reclamata. Ne hanno parlato i diversi ministri dell’Istruzione che si sono succeduti negli ultimi anni e addirittura il presidente della Camera Laura Boldrini ne ha parlato fin dal suo insediamento.
E le iniziative le scuole le prendono. Anche le istituzioni si fanno spesso protagoniste di proposte progettuali indirizzate alle scuole. Nonostante la loro bontà e utilità, tuttavia, ciò che manca è la presenza quotidiana e diffusa nelle aule scolastiche di un’attenzione al problema. Non come argomento a sè stante e circoscritto, ma come un aspetto che permea tutte le attività e le pratiche didattiche.

Che la questione sia insidiosa lo dimostra il fatto che le scuole sono, forse, il luogo di lavoro più femminilizzato d’Italia, con l’84% del personale docente donna, e nonostante ciò le questioni di genere sono marginalizzate nei manuali di Storia, le autrici ridotte al lumicino in quelli di Letteratura, e le ragazze, nonostante le dimostrate capacità, non vengono adeguatamente incoraggiate ad intraprendere studi e professioni scientifiche. Questo solo per citare qualche aspetto del problema. Molto si è fatto, soprattutto in questi ultimi tempi, ma molto si deve ancora fare se si vuole realmente formare i nostri giovani ad una cultura del rispetto, in cui la possessività e la violenza siano definitivamente esclusi.

Il progetto “La Principessa Azzurra” che si è concluso ieri a Napoli si presenta come un work in progress e ha l’ambizione di estendersi sempre più territorialmente.
Già il nome del progetto è significativo: la “Principessa azzurra” è la donna che trova la propria identità nell’autodeterminazione e nell’affermazione della propria creatività, dei propri desideri e bisogni. Cioè quello che, purtroppo, molti uomini non riescono a tollerare e ad accettare e ricorrono alla violenza, a volte fino alle estreme conseguenze, per sopprimere e distruggere un’autonomia che non possono controllare. Il progetto ha visto la partecipazione di quattro scuole: il liceo “G. Mercalli” e le scuole medie “F. Baracca”, “C. Poerio”, “R. Viviani”.

I docenti hanno costituito un gruppo di lavoro con il supporto della dott.ssa Carmen Lamberti del GPA della 1° municipalità, all’interno del quale si sono costantemente confrontati, elaborando insieme percorsi didattici attuati poi in classe. Sono stati trattati temi come il femminicidio, lo stupro di guerra, la violenza domestica, la storia dei diritti delle donne, i processi per stregoneria, tutti all’interno del curricolo scolastico, con lo scopo di stimolare riflessioni e operare cambiamenti nel punto di vista con cui si guarda di solito al problema.

Gli studenti delle medie e del liceo hanno realizzato video e presentazioni in power point che sono stati proiettati. Molti ragazzi hanno invece realizzato lavori scritti: racconti, ricerche, riflessioni, che sono stati raccolti in un libro. Tantissime le opere grafiche, cartelloni, disegni, dipinti. Alla manifestazione conclusiva hanno preso parte le dirigenti scolastiche L. Peluso, P. Capezzuto, D. Paparella, A. Varriale, la dott.ssa Carmen Lamberti e le assistenti sociali M.R. Ruotolo e A. Longobardo, le dott.sse R. Rettura e C. Lisi del GPA, l’assessora alle politiche sociali della municipalità A. Esposito e naturalmente tanti docenti e studenti.

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