I comitati protestano ed accusano: “Inutile negare il nesso tra rifiuti e l’aumento delle patologie”.
E’ stata presentata ieri, martedì 8 gennaio, la relazione finale del gruppo di lavoro del ministero della Salute sulla situazione epidemiologica delle province di Caserta e Napoli, con riferimento dell’incidenza della mortalità per malattie oncologiche.
La mortalità per tumori maligni in Campania tra gli uomini infatti è superiore ai valori dell’intera Italia, con tassi particolarmente elevati per tumori di fegato, laringe, trachea-bronchi e polmone, prostata, vescica (nelle donne solo del fegato, della laringe e della vescica). Ad Aversa il ministro della Sanità Renato Balduzzi è stato contestato fuori al Comune dai comitati che da anni si battono nella Terra dei fuochi come "Mamme Vulcaniche" di Terzigno, Movimento cinque stelle e "Comitato Fuochi". Non sono mancati momenti di tensione anche coi rappresentanti dei comitati con la polizia che ha bloccato il loro ingresso a Palazzo comunale. Per l’incidenza dei tumori negli uomini, lo studio stima in Campania "livelli più elevati rispetto alla macro-area del Sud, ma generalmente in linea con il valore nazionale (tutti i tumori, stomaco) o inferiori (colon-retto, prostata), ad eccezione del tumore del polmone, la cui incidenza si va riducendo ma è significativamente più elevata della media nazionale".
"Questi eccessi – è scritto nello studio epidemiologico – sono in buona parte riconducibili a fattori di rischio noti e maggiormente presenti nell’area considerata (prevalenza di infezioni da virus per l’epatite C e B, prevalenza dei fumatori). Un fenomeno, però, che tra il 1988 e il 2008 ha fatto rilevare un andamento decrescente. Ma "ad oggi dagli studi non risulta un nesso causale accertato fra lo smaltimento dei rifiuti e la ripercussione sulla salute, ma potenziali implicazioni sulla salute non possono essere esclusi", precisa il ministro. In Campania, però, si muore soprattutto per le malattie del sistema cardiocircolatorio (40% circa); molto elevati anche i tassi di mortalità per malattie dell’apparato respiratorio, dell’apparato digerente e per diabete mellito (per quest’ultimo la mortalità tra le donne è doppia rispetto al dato nazionale).
Secondo lo studio presentato dal ministro Balduzzi, "l’esposizione della popolazione ai rifiuti è in generale di tipo indiretto" e perciò non è sempre semplice accertare le cause della mortalità tumorale. Tanto che uno studio di biomonitoraggio umano (il progetto SEBIOREC che mirava ad accertare la presenza di concentrazioni nel sangue e nel latte umani di sostanze chimiche dannose – ndr), ha dimostrato "che le sostanze riscontrate nei fluidi biologici analizzati rientravano nei valori oggi ritenibili "normali". "Pochi lavori – è scritto nel rapporto sulla situazione epidemiologica – si sono occupati di pratiche illecite di smaltimento dei rifiuti, urbani e/o speciali, quali l’abbandono e la combustione incontrollata".
Il rapporto conclude così: "Non c’è nesso causale accertato tra l’esposizione a siti di smaltimento di rifiuti e specifiche patologie, ma potenziali implicazioni sulla salute non possono essere escluse". Le soluzioni indicate dal gruppo di lavoro per affrontare il problema alla radice, sono più d’una: "Una raccolta sistematica di informazioni; la promozione di corretti stili di vita; la prevenzione e il potenziamento delle campagne di screening, ma con un occhio anche all’accesso alle cure e i percorsi diagnostico-terapeutici e riabilitativi, soprattutto per le fasce povere della popolazione".
(Fonte foto: Rete Internet)

