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Trecase. Si dimettono 6 consiglieri, sciolto il consiglio comunale

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Dietro le dimissioni ci sarebbe una crisi politica montata a ridosso delle recente elezioni politiche che avevano visto l’ormai ex sindaco Brancaccio candidato alla Camera con l’Udc e l’ormai ex vicesindaco De Luca candidato al Senato con il Pdl.

 È nata solo dieci mesi l’amministrazione di centrodestra guidata da Salvatore Brancaccio. Si sono dimessi questa mattina, 14 marzo, ben sei componenti del consiglio comunale tra cui il vicesindaco Raffaele De Luca. Insieme a lui hanno protocollato le dimissioni i consiglieri Salvatore Napodano e Vincenzo Cirillo (tutti e tre del Pdl) insieme con tre consiglieri d’opposizione: Vincenzo Erbetta (Grande Sud) Salvatore Izzo, Giancarlo Cirillo (entrambi del Pd). Così Salvatore Brancaccio, al suo terzo mandato, non e’ più sindaco di Trecase. Era stato il primo sindaco della Trecase autonoma nel 1980, quando dopo un referendum la cittadina si era staccata dalla vicina Boscotrecase.

Dietro le dimissioni, che di fatto appaiono come una sfiducia nei confronti del primo cittadino, ci sarebbe una crisi politica montata a ridosso delle recente elezioni politiche che avevano visto l’ormai ex sindaco Brancaccio candidato alla Camera con l’Udc (che ha ottenuto 250 voti) e l’ormai ex vicesindaco De Luca candidato al Senato con il Pdl (che ne ha ottenuti invece 1400). Appena dopo aver appreso i risultati della tornata elettorale, che ha visto crollare in tutta Italia i consensi per l’Udc, Brancaccio aveva deciso di revocare le deleghe al suo vicesindaco, probabilmente per ridistribuirle. Tuttavia, tale decisione era giunta a De Luca attraverso una missiva che lo stesso esponente del Pdl non ha esitato a giudicare "dura".

La decisione viene presa "in seguito al grave vulnus politico provocato dalla decisione assunta dalla Signoria Vostra accettando all’ultimo momento e nella sua veste di vicesindaco la candidatura politica alle scorse elezioni in chiara contrapposizione alla mia candidatura" si legge all’inizio della missiva. Ma De Luca dichiara: "non c’e’ stata alcuna contrapposizione con Brancaccio poiché eravamo in gara per due partiti diversi e soprattutto l’uno candidato al Senato e l’altro alla Camera – e poi ha aggiunto – il mio partiti, il Pdl, si è visto costretto a prendere una decisione estrema ma necessaria". Ma Brancaccio afferma: "Sono prevalse considerazioni personalistiche rispetto al dato importante che e’ il bene comune e che pare nessuno tenga presente".
(Fonte foto: Rete Internet)

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