Ispirati da improbabili tour propagandistici siamo tornati in quel di Sant’Anastasia per vedere se la situazione ambientale godeva di miglior salute rispetto alle nostre precedenti escursioni. Foto e video
Nei nostri approfondimenti sulle emergenze ecologiche del Vesuviano ci siamo più volte imbattuti in una sorta di negazionismo da parte delle amministrazioni locali e in generale da parte delle autorità.
Nel migliore dei casi si è minimizzata l’entità di uno sversamento o ridimensionata la discarica. Spesso ci si è soffermati più sull’esatta dizione di discarica, secondo la normativa vigente, che sul suo reale pericolo o si è addirittura recriminato per le spese conseguenziali alle nostre segnalazioni ma comunque facendo ben poco a riguardo e valutando gli scarichi nient’altro che un’inevitabile e irrisolvibile iattura.
Ci rendiamo conto che spesso si è ereditata una situazione di per sé grave ma non per questo, il negarla la risolve e sicuramente, il farlo, non ci rende migliori di chi ci ha preceduto. Poi, va da sé, allorquando le amministrazioni sono la diretta emanazione di quelle precedenti, che l’eredità pesa più che mai e quindi trionfano oblio e negazione assoluta.
Riprendiamo dunque le nostre incursioni nel catalogo delle bestialità vesuviane e spostiamoci verso il Somma, a Sant’Anastasia. L’operosa cittadina, ha un territorio ricco di risorse, che vanno da quelle storiche e culturali a quelle agricole e artigianali ma queste vengono tutte frustrate da un contesto contaminato da rifiuti e ipocrisia. Certo, se il passaggio lo si fa per il corso principale del paese, allora sì che il contesto è ridente ma se si osa utilizzare la cartina di tornasole delle periferie allora certamente si vedrà il reale valore di un’amministrazione.
Sant’Anastasia ha nel suo territorio le fonti dell’Olivella, uno di sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio, un delicato equilibrio tra natura e uomo le ha condotte fino a noi; i Borbone seppero infatti gestire le risorse della Montagna senza sfregiarla, mentre adesso, per arrivare alle sorgenti, lo si fa attraversando un enciclopedico insieme di spazzatura e malafede. Purtroppo i rifiuti non mentono e condannano un po’ tutti con l’evidenza dei fatti. Perché ci sono i copertoni dello smaltimento abusivo, come gli scarti dei lavori edilizi, anch’essi abusivi, ma ci sono anche le tracce contadini e mi duole usare questa parola perché il nobile termine cozza con chi lascia per strada e negli stessi campi il polistirolo che accoglieva le piantine o le buste di concime e le latte di anticrittogamico.
Ma anche il comune cittadino ci mette del suo: e via col vecchio televisore, il frigorifero rotto, e la busta di rifiuti domestici, quella che non si è disposti a lasciare fuori al balcone di casa, perché gli anastasiani, come del resto tutti i vesuviani, sono gente pulita, ‘a munnezza nun’a lasciano ‘a casa, ‘a vottano ‘nmiezz’a ‘a via! Ma in tutto questo che fanno le autorità? Si cullano sugli allori dei loro presunti successi, che altro non sono che normale amministrazione. Quella che il mandato popolare imporrebbe, ammesso che il reale interesse dei cittadini fosse quello e non altro.
Lo stesso scempio è per la Zazzera, una piacevolissima via di campagna, la quale converrebbe però percorrere a testa alta, per non vedere i cumuli di rifiuto d’ogni genere ivi depositati. Converrebbe non arrivarci di primo mattino per respirare la dolce frescura della campagna, perché troveremmo ancora fumanti i roghi di spazzatura accesi nottetempo. La storia non cambia lungo strade più o meno isolate come via Vallone o nelle immediate vicinanze della campagna coltivata in via Masseria Carafa e in via Guadagno, dove le patate vengono coltivate a stretto contatto con l’eternit e altri rifiuti.
Questa è purtroppo una triste enumerazione per difetto delle situazioni riscontrate nelle nostre passeggiate anastasiane, ma il nostro spazzatour non vuole essere un’offesa agli abitanti ma uno sprone a tutti ad aprire gli occhi e pretendere da se stessi e dagli altri un qualcosa di più vero e più duraturo che un semplice tour elettorale.






