Alfonso Auriemma e Gennaro Aliperta di Sinistra e Libertà costituiscono un nuovo Gruppo consiliare a pochi mesi dalle amministrative.
Mancano pochi mesi alle prossime amministrative, ma i partiti storici appaiono ancora troppo avvolti nella penombra, trincerandosi dietro fantomatici riunioni di consultazioni per possibili alleanze. Al momento c’è stata l’ufficializzazione della ri-candidtura del sindaco uscente (anche se resta incerta la questione del simbolo Pdl), quella dell’avvocato Pasquale Piccolo con il comitato civico l’Aurora e di Lorenzo Metodio per la Sinistra per Somma. Ma i partiti storici da che parte stanno? Anzi, i partiti a Somma che fine hanno fatto?
Il centrodestra vive un momento di forte disgregazione interna e il Pd continua a latitare, tenendosi a distanza dalla scelta del giovane candidato Metodio. Anzi, il Pd cittadino, in una nota stampa, ha annunciato che per qualsiasi consultazione elettorale si farà rappresentare non dal suo segretario, Pietro Allocca, ma da una triade scelta dai vertici. É questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso della tolleranza e che ha spinto il consigliere di opposizione del Pd Alfonso Auriemma ad uscire dal gruppo. A comunicare la decisione è lo stesso Auriemma che in una conferenza stampa ha voluto spiegare ai suoi elettori il perché di tale scelta.
“Senza l’appartenenza ad un gruppo diventa difficile e vano fare opposizione ed è per questo che, insieme al consigliere di Sel Gennaro Aliperta, abbiamo costituito il gruppo consiliare “Uniti per Somma”. Il programma è uno solo: opposizione, opposizione, opposizione fino all’ultimo minuto di questa attuale amministrazione. Ci tengo a chiarire che esco dal gruppo del circolo di Somma Vesuviana ma non dal partito. Questo circolo di somma non rappresenta il Pd, non ne possiede gli ideali, non ha la coerenza politica del partito nazionale La classe dirigente del circolo del Pd di Somma Vesuviana è nata dal tesseramento taroccato, è diventato solo un partito di tessere che è subentrato al partito degli uomini appassionati e legati agli ideali del partito”.
“Per due terzi il consiglio direttivo non rappresenta nessuno se non un gruppo di tessere. É una situazione che ho sempre denunciato, che conosce bene anche Gino Cimmino, che, stranamente, non è mai intervenuto. Pressato e sollecitato da me, Cimmino aveva ipotizzato e quasi assicurato che avrebbe commissariato il circolo, invece è arrivata la comunicazione della triade scelta per le consultazioni elettorale; di questa triade fa parte un imprenditore locale che ha anche presentato un progetto a l comune, quello del villaggio augusteo, che il Pd in consiglio ha respinto. Da qui la mia amarezza, la mia delusione e la necessità di uscire dal circolo”.
“Abbiamo scelto il nome uniti per somma – aggiunge il consigliere Aliperta – perché evoca una amministrazione felice, abbiamo voluto riprendere il nome come auspicio per le prossime amministrative. Abbiamo bisogno di una salda unità per ribaltare il risultato elettorale delle scorse amministrative; pensiamo che sia necessario unirci per combattere questa maggioranza che – a mio giudizio- ci ha fatto tornare indietro di secoli nella gestione della cosa pubblica poiché non sono stati rispettati i principi di democrazia, del bene comune, della trasparenza. Bisogna creare una coalizione salda che sia capace di convincere la cittadinanza di Somma Vesuviana a cambiare registro. Purtroppo dobbiamo ammetter che non c’è ancora nei partiti dell’opposizione la necessità di fare fronte comune: i partiti dell’opposizione stanno sonnecchiando e questo non è positivo. Bisogna unirsi immediatamente perché il tempo correa a favore dell’attuale amministrazione”.

