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Geologi, Protezione Civile, tecnici comunali, professionisti e politica locale insieme per accendere i riflettori sui rischi idrogeologici nell’area vesuviana.

Si è tenuto lo scorso 15 giugno 2012 presso la Sala Consiliare del Comune di Somma Vesuviana il convegno, “Il rischio idrogeologico alle falde del somma-vesuvio: azioni e pianificazione comunale di emergenza”, con il patrocinio dell’Ordine dei Geologi della Regione Campania e dell’Università degli studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Scienze della Terra.

Intorno al tavolo autorevoli esperti, tra cui Giuseppe Rolandi, dell’università Federico II, del geologo Orazio Colucci e l’ing. Mario Tomasone, dell’Unità di Protezione Civile presso il Dipartimento di Scienze della terra, Giuseppe Doronzo, Geologo e segretario dell’Ordine dei Geologi della Regione Campania, Stefano Corvino, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Campania Sud. Sono intervenuti al convegno Giulio Neri, in rappresentanza dell’associazione ENDAS, Mena Iovine, dirigente dell’Ufficio Urbanistico del comune di Somma , l’ing Pasquale Molaro, libero professionista di Somma. Presenti tutt le associazioni di Protezione Civile del territorio sommese: Cobra 2, Associazione Mangusta, Associazione volontari pronto intervento, CRI. A moderare dell’evento Lello D’Avino, Assessore alla Protezione Civile Comune di Somma Vesuviana.

I lavori sono stati introdotti dal Sindaco di Somma Vesuviana, Raffaele Allocca, che ha messo in evidenza il ruolo del Sindaco quale Capo della Protezione Civile Comunale e l’esigenza di dotarsi di un PEC (Piano di Emergenza Comunale) in ambito di Protezione Civile. Le attività intraprese dall’Amministrazione Comunale non sono, secondo il Sindaco, frutto di una reazione alle ultime calamità sismiche che hanno interessato il nostro paese ma, anche perché avviate, in tempi non sospetti, legate ad una nuova logica di gestione e pianificazione delle emergenze legate alle criticità territoriali che caratterizzano il territorio di Somma Vesuviana. Allocca, inoltre, ha comunicato che nel prossimo bilancio, da approvare nei prossimi giorni, sono state appostate delle somme per la redazione del Piano di Protezione Civile.

Dopo un excursus storico sull’uso del suolo nel territorio di Somma e sulle abitudini, oramai perse in determinati settori del nostro territorio, di trattare l’ambiente ed i suoi elementi nel rispetto delle più semplici norme di comportamento civile e responsabile, il dott. Giuli Neri, delegato Endas ha introdotto gli interventi tecnici specifici sulle tematiche territoriali.
Filomena Iovine, Responsabile dell’Ufficio Gestione del Territorio del Comune di Somma Vesuviana, ha operato una attenta analisi dell’’evoluzione urbanistica del territorio di Somma in epoca storica e recente, spiegando perché si è arrivati all’attuale assetto territoriale, fatto di una periferia caratterizzata da una espansione con un costruito sparso ed essenzialmente legato al tradizionale uso del suolo, e da un nucleo urbano costituito da una tipologia costruttiva ad edifici addossati e densamente popolato.

L’ing. Molaro, libero professionista da anni impegnato in lavori sul territorio comunale di Somma ha, invece, trattato degli interventi modificatori realizzati lungo gli alvei torrentizi del territorio comunale, in particolare dello stato dell’alveo S.Maria del Pozzo e sulle ripercussioni dello stesso a carattere alluvionale. Le modificazioni da parte dell’uomo dell’assetto idrogeologico locale ha indotto un inasprirsi della vulnerabilità e del rischio nelle aree immediatamente a contatto degli stessi, ed eventi alluvionali anche recenti ne testimoniano gli effetti deleteri.
Sono seguiti gli interventi dell’Unità di Protezione Civile presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Napoli coordinata dal vulcanologo Giuseppe Rolandi, il quale ha incentrato il suo intervento sul rischio geologico nel territorio di Somma, in particolare sul rischio vulcanico, introducendo nella discussione la descrizione dei meccanismi di innesco dei terremoti nella nostra penisola ed in particolare nell’Appennino meridionale.

Il Geologo Orazio Colucci ha trattato della progettazione di un piano di protezione civile comunale. I terremoti non si possono prevedere, si possono prevedere invece, secondo Colucci, gli effetti che questi possono avere sulla popolazione e sul patrimonio edilizio. L’analisi dell’età dell’edificato e del suo stato di conservazione, le analisi demografiche e la storia sismica locale sono alla base della pianificazione in ambito di emergenza. Il ruolo della viabilità comunale ed intercomunale nei soccorsi, partendo da appropriate analisi dimensionali delle stesse ed il rapporto con il patrimonio edilizio, sono tutti elementi indispensabili ad una corretta pianificazione territoriale.

La scelta delle aree di emergenza da utilizzare in occasione delle calamità naturali non è cosa semplice, essa rappresenta il risultato dell’applicazione di recenti standard dimensionali nazionali e regionali e, chiaramente, le stesse devono essere commisurate allo scenario prefigurato. In chiave di rischio sismico, in particolare, per il territorio di Somma Vesuviana la classificazione sismica è intervenuta nell’anno 2003, ciò si traduce in una vulnerabilità dell’edificato abbastanza alta, legata essenzialmente alla applicazione delle norme tecniche delle costruzioni in zona sismica a partire solo da tale. Se consideriamo che la quasi totalità dell’edificato è antecedente al 2003 basta questo a prefigurare uno scenario di evento sismico di una certa entità.

L’ing. Mario Tomasone ha posto l’attenzione sull’ultimo evento sismico che ha interessato il nostro paese, il sisma dell’Emilia. In particolare l’analisi degli indici di rischio della protezione civile nazionale e la loro applicazione per le aree colpite dal sisma del maggio scorso ha messo in evidenza la sostanziale coincidenza, in termini di sfollati ed abitazioni danneggiate, con i dati forniti dalla prefettura competente.

Significativo l’intervento di Giuseppe Doronzo che ha puntato l’attenzione sul ruolo dei Geologi nella Pianificazione territoriale in prospettiva di rischi naturali. Una analisi sull’elevato numero di disastri che il nostro paese e la nostra regione ha visto nel corso dei secoli è indicativo di un approccio sbagliato del rapporto uomo-ambiente. L’importanza della pianificazione in ambito di protezione civile è stata anche in questo caso sottolineata dal relatore che auspica, quindi, che i comuni attuino politiche di ridisegno del tessuto urbanistico ed edilizio anche con incentivi e con spostamenti (delocalizzazioni) di edifici e nuclei abitati in zone più sicure per quanto attiene i georischi.

Ciò generalmente non accade in quanto si sviluppano strani meccanismi collettivi che tendono a dimenticare eventi avvenuti nel passato, per cui il permanere in determinati contesti è legato alle radici con il territorio e a legami con la propria storia ed a condizioni di necessità economiche.
L’intervento dell’Arch. Santoianni della Protezione Civile della Regione Campania ha messo in risalto l’importante ruolo della informazione presso i cittadini. Questi devono essere informati sui rischi a cui è esposto il territorio che abitano e, cosa più importante, cosa fare in occasione degli eventi. Il dove andare e come è fondamentale nella riuscita delle attività di soccorso.

Hanno concluso l’Avv Stefano Sorvino, Commissario Straordinario Autorità di Bacino Campania Sud, e il Dott. Pasquale Marrazzo, Commissario Straordinario Autorità di Bacino Campania Centrale, che hanno rivolto l’attenzione ai nuovi strumenti legislativi regionali e nazionali e sulle possibilità di continuare le azioni di prevenzione dei rischi attraverso maggiori investimenti pubblici. Il ruolo delle Autorità di Bacino riunite dal 1 giugno 2012 rappresenta un momento importante nella razionalizzazione delle risorse.