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Sant’Anastasia. Approvato in consiglio il regolamento per l’isola ecologica

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Consiglio monotematico quello celebrato ieri sera presso l’aula consiliare di Palazzo Siano. La delibera che disciplina le attività di conferimento di rifiuti differenziati viene approvata da 12 consiglieri su 17.

A Sant’Anastasia si ritorna a parlare di isola ecologica. Dopo le tante proteste inscenate dai cittadini del quartiere Romani che hanno contestato la localizzazione nell’area approvata dal consiglio comunale (via Petrarca, a ridosso di diverse abitazioni e del II Istituto Comprensivo Statale "Elsa Morante", al posto della prima sede individuata in via Gramsci), allarmati da eventuali ripercussioni negative sulla salute dei bambini e lo stop del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale per la realizzazione della stessa, la giunta Esposito ha portato all’attenzione del civico consesso il regolamento che disciplina l’organizzazione e la gestione dell’isola ecologica.

L’assessore all’Ambiente Vincenzo Romano ha affermato che «sulla scorta delle preoccupazioni emerse dalla popolazione residente in prossimità dell’area di ubicazione, l’accesso degli utenti e degli automezzi per la mobilità degli scarrabili avverrà tassativamente da via Romani e proseguendo per via Petrarca e futuro ampliamento della stessa con percorso che escluda in entrambi sensi di marcia il passaggio in prossimità dell’edificio scolastico. La movimentazione degli scarrabili dovrà essere effettuata esclusivamente al di fuori degli orari in cui si svolgono le attività didattiche all’interno della scuola».

Sono state ridotte, inoltre, le tipologie di rifiuti conferibili nel sito. Nonostante nell’isola ecologica di tipo 3B possano essere depositati, in maniera sicura e legittima, tutti i tipi di rifiuti senza arrecare danni a persone o cose, nel regolamento viene individuato con precisione un elenco di tipi di rifiuti che potranno essere conferiti: materassi, poltrone, sedie, divani, tavoli, mobili in genere (rifiuti ingombranti); televisori, frigoriferi, lavatrici, personal computer ed elettrodomestici in genere; carta e cartone; vetro ed alluminio; plastica; materiale ferroso e metalli vari; polistirolo. Quindi né umido né materiali pericolosi. Per consentire il maggior controllo da parte della cittadinanza sulla corretta gestione dell’isola ecologica, l’amministrazione provvederà alla costituzione di un organismo composto anche da rappresentanti degli abitanti della zona.

I diversi interventi espletati da alcuni consiglieri comunali d’opposizione hanno animato il consiglio comunale che si è celebrato ieri sera, giovedì 24 gennaio. Franco Casagrande del Pd ha affermato di «non comprendere l’urgenza di convocare un consiglio per il regolamento di un’opera che non c’è. Al momento è in atto il giudizio della Magistratura e pertanto chiedo il rinvio di questa delibera. La Provincia a suo tempo ha finanziato un’opera nella quale dovevano essere conferiti tutti i rifiuti ma dal regolamento si legge che sono stati esclusi i rifiuti urbani pericolosi. Come mai solo ora non potranno essere conferiti quando poi l’assessore Graziani (assente, ndr) ha sempre affermato che non erano pericolosi alla salute?».

Paolo Esposito dell’UdC ha invece chiesto «dove devono essere conferiti rifiuti come oli, pneumatici e materiali di risulta e che fine faranno» mentre il socialista Carmine Capuano è entrato nel merito del regolamento per cercare di capire se sarà possibile «consentire l’accesso dei cittadini all’isola meccanicamente tramite banda magnetica, precisare l’esatta quantità dei rifiuti da confluire e specificare che il sistema di sorveglianza avverrà non "anche" ma solo con l’ausilio di strumentazioni elettroniche e di videosorveglianza». Il capogruppo del Pd Giovanni Barone, invece, ha affermato che «nonostante l’amministrazione si sforzi a regolare i tipi di rifiuti da conferire nell’isola e lo spostamento degli scarrabili, siamo per la realizzazione di tale struttura ma non condividiamo lo spostamento in sé e la guerra sociale scoppiata tra cittadini ed istituzioni».

L’assessore Romano ha asserito che «per tutti gli altri rifiuti che non saranno conferiti nell’isola c’è scritto su Internet come dovrà avvenire lo smaltimento con l’opportuna collocazione».

A cercare di stanare i dubbi dell’opposizione consiliare è stato il sindaco Esposito il quale ha dichiarato testuale: «Quando si fa un’opera pubblica si redige anche un regolamento. Gli adempimenti vanno fatti e se la Magistratura ci darà esito positivo per far continuare i lavori allora abbiamo già pronto il regolamento; in caso contrario lo sospenderemo e vedremo il da farsi. Non vedo il motivo di dover rinviare il problema anche perché le cose scritte nel documento sono le stesse dette nelle riunioni ufficiali con i cittadini del Comitato Romani. Dal primo momento siamo stati disponibili a scegliere insieme a loro i materiali da conferire nell’isola e non solo ma per principio da parte dei consiglieri opposizione e del Comitato l’isola non andava fatta. Il problema è che Napoli e la Campania vivono il dramma dei rifiuti per colpa di Bassolino e perché ci sono consiglieri comunali che non sanno come funziona il ciclo integrato dei rifiuti».

«Denunciateci pure se il regolamento che abbiamo fatto è illegale – ha concluso il sindaco riferendosi all’opposizione – Avete creato lacerazioni con parte della cittadinanza per fatti politici; noi, invece, abbiamo fatto uno sforzo per eliminare quei materiali che i cittadini ritenevano dannosi alla salute». Il consiglio comunale si è chiuso con un momento di tensione che si è creato sull’intervento non portato a termine da Raffaele Coccia (PSI), stoppato dal presidente del consiglio Abete perché la sua era «una domanda fuori tema». Il regolamento che disciplina l’organizzazione e la gestione dell’isola ecologica comunale, completo delle osservazioni fatte da Capuano, è stato approvato con 12 voti favorevoli e 5 contrari (Barone, Casagrande, Coccia, Paolo Esposito e De Filippo).

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