Talvolta, celebrare qualche personalità, significa celebrare anche se stessi, per commemorare un evento, non tanto per chi vi è omaggiato ma per enfatizzare il ruolo di chi lo fa.
Finalmente una cosa su cui opposizione e maggioranza si sono trovate d’accordo ovvero l’elargizione della cittadinanza onoraria al parroco decano della parrocchia di San Sebastiano al Vesuvio.
Fare don Gaetano Borrelli uno di noi ha fatto tutti contenti ma è cosa tanto gradita quanto scontata. Non c’era certo bisogno di un’onorificenza per sentirlo più vicino ma evidentemente, nella cittadina vesuviana, non c’erano altre ragioni per convocare un consiglio comunale straordinario e pare che, almeno in questo caso, il fatto non sia dispiaciuto più di tanto all’attiva opposizione locale, che normalmente tanto lamenta il modo di convocare e condurre l’assise comunale.
Non fu necessario infatti un consiglio comunale straordinario lo scorso inverno, quando ci fu l’ennesima vittima della strada, non è stato ritenuto necessario ora col secondo omicidio in tre anni sul Capriccio ma lo è per omaggiare il pur meritevole uomo di chiesa, e per giunta, facendolo in controtendenza rispetto all’orario consiliare degli ultimi mesi, convocandolo alle cinque del pomeriggio e non in mattinata, rendendolo finalmente accessibile a tutti.
Sarà stata la necessità dell’amministrazione ad autocelebrarsi? Divenendo questa più realista del re e permettendo in questo caso la scontata affluenza del pubblico? O forse perché si è pensato che alla gente non interessano più le cose mondane ma, complice probabilmente la prossimità dell’Avvento, si è pensato più alla propria anima che al contingente, e magari per guadagnarsi l’ambita indulgenza plenaria, quella che agevola il passaggio politico, pagando il millenario tributo alla chiesa cattolica.

