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San Sebastiano al Vesuvio, eternit lungo il sentiero del Parco Nazionale

Il Corpo Forestale dello Stato rileva la presenza di eternit lungo il sentiero n°8 del PNV, quello del cosiddetto Trenino a cremagliera.

Martedì scorso, una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato, guidata dall’assistente Franco Pascale del distaccamento di San Sebastiano, sotto nostra segnalazione, si è recata in via Panoramica Fellapane, nello stesso comune vesuviano, per costatare la presenza, lungo il sentiero n°8 del Parco Nazionale del Vesuvio, di due cumuli di eternit. Il materiale in questione è presente in quel luogo almeno dal mese di aprile, quando ne rilevammo l’esistenza durante un sopralluogo di monitoraggio per l’evento Let’s do it Vesuvius (VEDI).

In più occasioni abbiamo segnalato verbalmente ai diretti interessati dell’amministrazione e all’opinione pubblica, attraverso le pagine di questo giornale, lo stato di quei luoghi e soprattutto la presenza del pericoloso materiale là dove transitano escursionisti, sportivi e famiglie a passeggio. Purtroppo, a distanza di sei mesi e vista l’inerzia di chi di dovere, abbiamo deciso di denunciare al Corpo Forestale il pericoloso stato di quella strada. I militari hanno verificato la situazione, fotografando l’eternit, e hanno avviato le procedure di rito per la messa in sicurezza della zona che, per la vicinanza alla strada, sembra essere in territorio comunale e la sua bonifica è quindi di probabile competenza pubblica.

Lo smaltimento dell’eternit è una pratica assai dispendiosa dal punto di vista economico e contempla una precisa procedura per la bonifica ma è ovvio che un comune come quello di San Sebastiano, più volte insignito del titolo di comune riciclone e sempre in prima fila in tema di ambiente e legalità, non può certo permettersi di avere per strada, in pieno Parco Nazionale del Vesuvio e nella sua unica via d’accesso all’area protetta, il pericoloso amianto.

Purtroppo, in quel luogo, come abbiamo più volte sottolineato (LEGGI), persistono altre situazioni di degrado, come la discarica condivisa con Massa di Somma, limitrofa a via Gramsci e quella che ha preso fuoco lo scorso mese di agosto. Tutte realtà queste che assieme alle microdiscariche sparse per il paese sembrano non esistere agli occhi dei più e non intaccare l’immagine dell’edulcorata cittadina; ma ci teniamo a specificare che qui, tra queste righe, non si vuol rimarcare né inficiare l’immagine del paese ma cercare di vivere in un contesto che ci garantisca il minimo della sicurezza per la nostra salute, se andiamo a fare quattro passi all’aria aperta, così come se decidiamo di comprare prodotti locali.

È opportuno quindi che il comune trovi quei fondi necessari per bonificare queste aree. E che incominci a darsi delle priorità, che non siano quelle vuotamente demagogiche dei cinque anni di legislazione ma quelle dei tanti anni a venire e, tra le prime, quelle della salute pubblica.

CARRELLATA FOTOGRAFICA E RIFERIMENTI TOPOGRAFICI

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