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Sabato 5 ottobre, presso l’azienda vitivinicola di via Zazzera, si è svolta la festa della vendemmia, ben riuscita nonostante le pessime condizioni meteorologiche.

L’uva di re Alfonso I d’Aragona che fu importata nel XV secolo in Italia dalla Catalogna ed impiantata sulle pendici del Monte Somma Vesuvio è stata la protagonista indiscussa ancora una volta de "Vendemmiamo la Catalanesca", manifestazione che si ripete da sei anni grazie all’impegno dell’azienda Cantine Olivella.

Sabato 5 ottobre, presso l’azienda vitivinicola di via Zazzera, la piccola contrada che conduce alle cantine Olivella, in prossimità dell’omonima antica sorgente, si è svolta la festa della vendemmia, ben riuscita nonostante le pessime condizioni meteorologiche. Infatti prima che la pioggia cominciasse a cadere incessante, coloro che hanno partecipato all’evento hanno avuto la possibilità di raccogliere l’uva catalanesca (che poi sarà pigiata) presso il vigneto adiacente alla cantina; ai partecipanti è stato consegnato il kit da vendemmia: forbici, guanti monouso, maglietta griffata «catalanesca l’uva nostra» e paniere.

Presenti all’evento anche l’assessore regionale al Turismo Pasquale Sommese ed il sindaco anastasiano Carmine Esposito il quale ha sottolineato l’importanza del nostro territorio e della montagna e denunciato «i vincoli e la rigidità dell’Ente Parco e degli organismi sovracomunali che non servono affatto a difendere l’ambiente ma spingono all’abbandono dello stesso con tutte le sue dannose conseguenze. La nostra è una battaglia che vuole coniugare uno sviluppo sostenibile con la sicurezza e la protezione del nostro monte Somma».

«Siamo soddisfatti e contenti per com’è riuscito l’evento e cercheremo di portare avanti questo tipo di iniziativa che dovrà crescere qualitativamente e che è utile a far capire cosa c’è dietro una bottiglia di vino», ha commentato Ciro Giordano di Cantine Olivella. «Siamo riusciti a recuperare vigneti abbandonati e a produrre vino. Abbiamo tutte le carte in regole per diventare una grande azienda visto che il nostro prodotto viene esportato in Giappone, Svizzera, New York e tante altre Nazioni – ha aggiunto Domenico Ceriello – Purtroppo nel corso degli anni abbiamo perso privilegi come il rame e il mercato ortofrutticolo ma la Catalanesca no, non l’abbiamo persa grazie a Cantine Olivella. Il nostro paese è un valore aggiunto per sé e per i propri figli ecco perché è importante valorizzare e recuperare le risorse del territorio. Il nostro sindaco si dà molto da fare in questo senso e lo ringraziamo per la sua vicinanza. Non è semplice aprire e gestire un’azienda con tutti i cavilli burocratici ma noi ci crediamo».

Ad arricchire la sesta edizione de «Vendemmiamo la Catalanesca» l’immancabile assaggio dei vini, la degustazione di un piatto intenso e saporito «Vesuvio con Pomodorino del Piennolo DOP e Pecorino di Transumanza» del cuoco Pietro Parisi, insieme a bruschette vesuviane, cioccolatini offerti da Theobroma e tanti buonissimi dolci. A fare da contorno all’evento fotografie storiche di Ciro Colombrino e quadri di Salvatore Colombrino raffiguranti Sant’Anastasia e il Monte Somma ed i canti e le tammorriate del gruppo NapoliExtraComunitaria.