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San Giuseppe Vesuviano. Primo Consiglio comunale: fischiato l’ex sindaco Ambrosio

La nuova era iniziata con l’elezione a sindaco di Vincenzo Catapano si è insabbiata nella palude messa in moto dallo “show” dell’ex sindaco Ambrosio Antonio Agostino.

Già dalle 19,00 molti cittadini avevano occupato tutti i posti a sedere dell’aula consiliare per assistere al primo consiglio comunale post scioglimento, sugli scranni, molti neo consiglieri ed assessori aspettavano trepidanti il suono del gong che avrebbe dato il via a questa avventura sognata tre anni, era infatti il 3 dicembre 2009 quando una commissione straordinaria arrivò a San Giuseppe Vesuviano per mettere fine alla gestione Ambrosio con la pesante accusa di infiltrazione camorristica.

Mentre la folla occupava tutti gli spazi disponibili, i tecnici della segreteria mettevano a punto gli ultimi adempimenti burocratici e alle 19,52 il presidente pro tempore, ovvero il consigliere anziano, apriva la seduta. Per lo scherzo di un destino beffardo ad aprire i lavori è toccato al Dott. Ambrosio Antonio Agostino perché risultato il più votato fra i consiglieri, ben 817 preferenze, esattamente colui che aveva trascinato,insieme alla sua parte politica, il Paese nel fango dello scioglimento. È proprio vero: a volte il destino si diverte con le vite degli uomini.

Si è passati subito alla convalida degli eletti e alle surroghe dei consiglieri che nel frattempo sono diventati assessori. Quindi il nuovo consiglio comunale è il seguente:
Maggioranza: Ambrosio Filomena, Archetti Lorenzo, Boccia Giovanni, Carillo Saverio, De Lorenzo Aniello, Emendato Andrea, Franzese Raffaele, Ghirelli Enrico, Menzione Giuseppe, Parente Roberto.
Minoranza: Casillo Agostino e Antonio Borriello per Vocenueva; Ambrosio Antonio e Ambrosio Antonio Agostino per il PDL; Santorelli Francesco e Zurino Nunzio indipendenti.
Assessori: Ambrosio Gino, Andreoli Tommaso, Ferrara Pietro, Miranda Luigi e Leone Dolores (vice sindaco).

Si è passati subito all’elezione del presidente del consiglio comunale che ha visto trionfare Nello De Lorenzo con ben 14 preferenze mentre il suo vice e collega di maggioranza Giuseppe Menzione ha ricevuto solo 11 voti riuscendo ad essere eletto sul filo di lana dei 2/3 dell’assemblea. L’amministrazione Catapano, come da tradizione sangiuseppese, non lascia spazi per la minoranza.

Se qualcuno poteva pensare che il primo consiglio comunale fosse fatto tenendo presente i principi dell’educazione e del vivere civile è stato subito smentito. Già sul discorso inaugurale del presidente De Lorenzo l’ex sindaco Ambrosio A.A. ha iniziato ad interrompere pretendendo la parola, quando finalmente è stato accontentato ha esordito: ”Voglio bene alla città…” e su queste quattro parole è stato sommerso da un coro di fischi e male parole, molte non ripetibili. Da quel momento è stato il caos, da una parte Ambrosio interrompeva sommerso dai fischi e dall’altro De Lorenzo lo redarguiva regolamento alla mano guadagnandosi l’esaltazione della folla che partecipava attivamente al battibecco sostenendo senza se e senza ma la maggioranza.

Nonostante la confusione generata da Ambrosio che rispondeva agli schiamazzi e alle grida di scherno del pubblico minacciando questo e quello, il sindaco Catapano ha giurato e ha presentato la giunta, ad ogni nome la gente presente faceva la ola come allo stadio e quando ha indossato il tricolore è stato salutato con un boato. Il segretario generale, Dott. Francesco Serino, tirato in ballo dalle grida sconnesse di Ambrosio sul rispetto della procedura e del regolamento, ha letto l’articolo 52 del regolamento comunale che invita i consiglieri ad avere un comportamento consono pena l’espulsione dall’aula, ma è stato inutile.

Ambrosio era senza freni ed inibizioni: urlava ed inveiva contro il pubblico che lo offendeva e contro la presidenza. Sembrano passati secoli da quando altri segretari generali subivano passivamente l’operato dell’ex amministrazione Ambrosio, accettavano in silenzio di votare 18 debiti fuori bilancio in 15 minuti.

É stato uno spettacolo deplorevole, eppure la maggior parte delle persone che fischiava ed urlava, solo 5 anni fa, all’indomani delle elezioni del 2007 che premiarono Ambrosio con oltre 10.000 voti, era in piazza ad applaudirlo. Stremato il presidente De Lorenzo sospende la seduta alle 21,26 e nel silenzio generale una voce dal pubblico urla: ”Sei la vergogna di questo Paese!” rivolto ad Ambrosio, ne segue un applauso lungo un minuto.

Fra mille difficoltà si riesce ad arrivare al capo numero 5, Nomina della Commissione Elettorale, che vede eletti con 5 voti Parente e Carillo per la maggioranza e Borriello con 4 preferenze per la minoranza. Ambrosio A.A. dopo aver platealmente perso tempo per votare deteriora la scheda e la consegna al segretario generale nell’ilarità generale. Nella dichiarazione di voto annuncia che la votazione è illegittima e indecorosa, condanna la faziosità della presidenza e chiude: ”… avete scritto una pagina vergognosa.”. Agostino Casillo di Vocenueva dichiara: “Con l’elezione del nostro consigliere nella commissione elettorale ci impegniamo a sorteggiare sempre gli scrutatori onde evitare le passate clientele”.

Si passa al capo numero 6, nomina della Commissione per la formazione degli elenchi dei Giudici Popolari. Nel frattempo un grosso via vai di cittadini affolla la sala, richiamati da amici e conoscenti via cellulare, informa i presenti che in tutti bar del paese non si parla d’altro e tutti vogliono vedere il comportamento dell’ex sindaco. Sembra di essere al circo. Il sindaco Catapano prende la parola e chiede il rispetto del regolamento da parte della presidenza e redarguisce fortemente il comportamento di Ambrosio.

Alle 23,32 Antonio Borriello di Vocenueva chiede la parola per fare una dichiarazione di voto e richiama la presidenza ad essere più severa anche con il pubblico che più volte ha disturbato la seduta violando il principio sacro del silenzio da parte di chi assiste ai consigli comunali, interrotto da De Lorenzo che, mentre spiega la correttezza del suo comportamento,viene letteralmente aggredito dalle invettive verbali dell’ex presidente del consiglio sciolto per infiltrazione camorristica nel 2009, Alberto Randaccio, il quale prima che possa venire alle mani con altre persone presenti in sala viene fermato dagli agenti della Polizia Locale, che finalmente dopo quasi 4 ore di caos, hanno deciso di far sentire la loro presenza.

De Lorenzo coglie la palla al balzo e scioglie la seduta. Lasciando fuori dalla discussione il punto più importante della serata, il numero 4 che riguardava l’utilizzo del fondo di riserva dal quale sono stati prelevati i quasi 100.000 euro usati per le festività natalizie.

Quello del 13 dicembre è stato un tremendo battesimo del fuoco per l’amministrazione Catapano e per il Paese, mai ci saremmo immaginati che dall’alto delle sue oltre 10.000 preferenze del 2007 Ambrosio sarebbe rotolato talmente in basso da usare un comportamento eccessivo e plateale, quasi istrionico, invece che quello di un professionista che esercita l’attività di primario ospedaliero in un noto ospedale della provincia. Evidentemente non c’è limite al peggio.

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