Gli studenti dell’indimenticato sociologo, voce critica e coerente delle storture della nostra realtà sociale, hanno chiesto e ottenuto un ricordo perenne nella facoltà in cui lamberti ha lavorato per anni.
Umiltà, passione, caparbietà, coraggio, carisma. In un video con poche e rappresentative immagini, gli studenti della facoltà di Sociologia hanno rivelato al mondo intellettuale ed accademico partenopeo il vero volto del sociologo Amato Lambert, scomparso lo scorso giugno. Lamberti al fianco di Giancarlo Siani nel film Fortapàsc; Lamberti che pubblicamente fa nomi e cognomi, che elenca fatti e misfatti della camorra; Lamberti che alza la voce contro la politica collusa e consenziente; Lamberti che accusa chi ha permesso che gli affaristi e i camorristi si candidassero e sedessero in parlamento; Lamberti che confessa di essere stato intimidito e minacciato più volte dalle mafie sotto gli occhi indifferenti delle istituzioni; Lamberti dal sorriso sereno ma al contempo amareggiato e deluso per l’indifferenza e l’incoerenza della società politica e civile.
Per il loro indimenticabile maestro di vita e di legalità, gli studenti di sociologia hanno chiesto ed ottenuto che la facoltà, alla quale Lamberti ha dedicato gran parte della sua vita, gli intitolasse un’aula. Da ieri mattina, grazie alla caparbietà di alcuni suoi studenti, tra cui Amedeo Zeni e Carmine Principe, quell’aula c’è e ci sarà per ogni studente che sceglierà la strada della ricerca, dell’impegno militante, dell’analisi spietata e attenta dei fenomeni che portano alla disgregazione sociale. Sullo sfondo di una bella immagine di un Lamberti combattivo e determinato, sorridente e felice i tra ai corridoi della facoltà, il grazie corale ed affettuoso di tantissimi suoi studenti. Al grazie fresco e sincero dei giovani, si associa anche la riconoscenza di tutti i relatori presenti alla cerimonia.
Secondo Nino Daniele “Lamberti era un accademico anticonformista che, pur avendo subito l’isolamento della politica, non ha mai perso la dimensione dell’impegno politico e sociale”; per Isaia Sales ”Lamberti era una persona dolcissima ma intransigente: uno come lui non sapeva essere accomodante. Le sue spietati analisi contro la politica non erano sopportate. Era un intellettuale che non si accontentava di descrivere la società ma voleva anche cambiarla; era un intellettuale militante che sentiva forte l’assillo di dover cambiare il mondo che scriveva”.
Significativa la testimonianza di Arnaldo Capezzuto che, di fronte al difficile mestiere di giornalista d’inchiesta, si è trovato sempre al fianco l’amico e il sociologo Lamberti; straordinaria la disponibilità di Lamberti per le associazioni regionali Libera e Polis, impegnate quotidianamente nella lotta contro l’illegalità diffusa. L’atmosfera intima e discreta della cerimonia ha favorito gli interventi e le testimonianze commosse di tanti presenti, uno tra tutti quello del prof Ciro Raia, amico fraterno di Amato Lamberti, che ha voluto soffermarsi sull’aspetto umano dell’indimenticato sociologo: ”la vita è segnata dagli incontri, la mia vita è stata segnata dall’incontro dell’amico, del sociologo dalla libertà di pensiero, dall’onestà intellettuale di Amato Lamberti. Penso che a Lamberti non si debba dedicare solo un’aula, ma anche un lungo seminario per restituire a tutti quanti il suo grande spessore umano e culturale”. Proposta accolta da un lungo e commosso applauso.
L’ultimo pensiero è toccato ad Amedeo Zeni, allievo prediletto di Lamberti, giovane sociologo che in questi ultimi anni ha collaborato attivamente con il prof. per tenere in vita l’osservatorio sulla camorra e l’osservatorio sul sociale. Il giovane sociologo ha voluto esprimere gratitudine per la straordinaria opportunità, per il privilegio di aver conosciuto il prof., promettendo che “Lamberti e le sue idee non moriranno…”.

