Il sindaco Catapano contesta il Consorzio GEMA, ma poi attacca l’opposizione senza motivo.
Il secondo consiglio comunale di San Giuseppe Vesuviano era stato convocato per le 12,30 di venerdì 22 novembre, alla vigilia del 33 ° anniversario del terremoto dell”80. Ma come da tradizione ormai consolidata, i lavori sono iniziati solo alle 13,26. Prima di cominciare, il presidente De Lorenzo ha chiesto un minuto di silenzio all’aula in ricordo delle 16 vittime dell’alluvione in Sardegna di alcuni giorni fa. Tutti presenti, tranne Filomena Ambrosio per la maggioranza e Ambrosio A.A. per l’opposizione. Per la giunta ha partecipato solo l’ing. Miranda Luigi e il dott. Pietro Ferraro. Presenti anche diversi rappresentanti delle forze dell’ordine, tra Carabinieri e Polizia di Stato.
Ad aprire i lavori, il consigliere Santorelli che ha annunciato l’ennesimo cambio di casacca: «Io, Zurino e il presidente De Lorenzo siamo passati con Pasquale Sommese ( attuale vicepresidente Regione Campania ). Il nome del nuovo gruppo consiliare lo deve dire De Lorenzo: «"Popolari per l’Europa"». Oramai si è perso il conto dei tanti passaggi di campo effettuati dal duo Santorelli -Zurino.
La parola passa poi al sindaco, che per 61 minuti filati ha snocciolato dati e cifre sulla raccolta differenziata, ricordando che l’attuale capitolato affonda le proprie radici nell’amministrazione Ambrosio e che costa al comune 3.150.000 euro. Catapano ha poi ricordato come la pratica di selezionare i rifiuti prima di gettarli, dal 2008 ad oggi, sia passata dal 36 al 54%, che San Giuseppe Vesuviano è l’unico comune in cui i volantini vengono stampati in 8 lingue ( escluso il Sangiuseppese ndr) e che l’amministrazione non si fermerà fino a quota 80%.
«Nel 2013 – ha sottolineato il sindaco – sono state chiuse 61 fabbriche tessili specializzate nell’incenerimento domestico dei scarti tessili e a breve partiranno ronde anti scarichi abusivi composte da personale della Municipale». Riguardo invece alla mancata realizzazione dell’isola ecologica, si è difeso scaricando ogni responsabilità sull’"elefantiaca burocrazia italiana", venendo meno così alla parola data nel gennaio del 2013, quando promise la costruzione dell’impianto prima di Natale. Sul Consorzio GEMA Catapano si è mostrato implacabile: « fin dal primo giorno – dice – abbiamo messo sotto pressione la Ditta appaltante imponendo il rispetto del capitolato e pretendendo tutti i lavori straordinari a costo zero. Per rimuovere i cumuli ereditati dalla gestione commissariale non abbiamo pagato una lira».
A questo punto il capogruppo di Vocenueva-Libera – PD , Agostino Casillo, ha invitato l’amministrazione ad essere più stringente in merito alla GEMA, sulla bonifica della linea Ex FFSS e riguardo a via Profica Paliata, ricordando che come in passato anche in futuro le associazioni di cittadini saranno pronte a fare la propria parte e sfidando il sindaco a guidare consiglieri ed assessori nell’opera di pulizia.
Chi non le ha mandate certo a dire è stato il consigliere di Vocenueva-Libera-PD Antonio Borriello che in 35 minuti ha sottoposto l’amministrazione Catapano ad un tiro continuo ad alzo zero. Quindici punti in cui si è spaziato dalle contestazioni tecniche alla totale assenza di politiche di riduzione del rifiuto a monte, dalla pulizia dei tombini presentata come una vittoria olimpica dall’amministrazione mentre il capitolato la prevede mensile, al fatto che al Consorzio GEMA sono state fatte solo delle contestazioni e non inflitte delle sanzioni. «Il problema – dichiara Borriello – è che le sanzioni e i controlli non potevano essere disposti prima del 25/09/2013 perché solo allora la Ditta ha consegnato copia del Piano di Lavoro». In realtà il documento era già in possesso dell’Ufficio Ambiente, ma nei continui passaggi di dirigenti è stato smarrito.
Per oltre due ore il consiglio comunale si avvita dunque su stesso, con il sindaco Catapano che attacca in maniera spropositata l’opposizione di centrosinistra, come se tutti i mali della città fossero colpa di Casillo e Borriello e delle loro idee su etica e pubblica amministrazione. Ironico l’intervento del prof. Giovanni Boccia che ha invitato il povero Borriello ad una sua lezione all’università sulla metanalisi, scienza che studia i risultati di diversi studi clinici. Peccato che il noto docente universitario non abbia tenuto conto che la maggior parte dei dati pubblicati dal comune di San Giuseppe Vesuviano, così come da gran parte dei comuni campani, sia fondamentalmente falsa perché non prende in considerazione né i roghi di rifiuti, né la transumanza degli stessi e, cosa ancora più grave , i controlli vengono effettuati dagli stessi comuni esaminati e non da enti terzi.
Ma a lasciare perplessi i pochi cittadini presenti all’assise comunale sono stati i continui interventi del consigliere Santorelli, che ha chiesto fortemente delle modifiche al piano della raccolta differenziata, quali il ritiro dei cartoni e dell’umido da parte delle aziende addette e del vetro da parte delle famiglie tramite il porta a porta. Richieste più che legittime, ma che suonano strane se si considera che il consigliere Santorelli è stato assessore dal 2002 al 2011 con la giunta Ambrosio e , cosa ancora più sconvolgente, l’ultimo che ha rivestito tale ruolo prima che l’amministrazione venisse sciolta per infiltrazione camorristica. E’ proprio vero che la politica è l’arte dell’assurdo.
Il consiglio si è chiuso con l’intervento del consigliere Roberto Parente che ha fatto notare al presidente De Lorenzo la scarsa affluenza di pubblico ai consigli comunali mattutini, nonostante l’importanza dell’argomento trattato. Basti pensare che sui rifiuti i cittadini pagano ben 5 milioni di euro di tasse.
Un consiglio di ben 4 ore, dove si sono toccati tanti aspetti della raccolta dei rifiuti, ma non si è detta una sola parola sul fatto che per raccogliere l’immondizia nel piccolo paese vesuviano servono ben 53 unità operative contro le 34 di Mercato San Severino, comune tre volte più vasto di San Giuseppe, che conta ben 14 frazioni. Non si è parlato nemmeno della faciltà con cui in molte aziende private i camion dei rifiuti entrano a caricare senza nessun controllo, al riparo da sguardi indiscreti. E, cosa ancor più grave, non si è accennato minimamente alle politiche di riduzione dell’immondizia urbana, indicate da anni dal Coordinamento Ambientale San Giuseppe Vesuviano.
Tanta politica ma pochi fatti.

