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Napoli

Piazzolla tra miseria e nobiltà

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Il Gruppo teatrale ” Nuova Alba “, diretto da Salvatore Giugliano, ha messo in scena la commedia di Scarpetta nell’auditorium del nuovo complesso socio religioso di Piazzolla.

Gli effetti dell’inaugurazione del nuovo complesso socio religioso a Piazzolla, sono riscontabili nella rappresentazione della Commedia Napoletana “Miseria e Nobiltà” messa in scena dal Gruppo Teatrale locale, “Nuova Alba”, diretta da Salvatore Giugliano, che ha debuttato sabato scorso, nell’auditorium annesso. Con questa commedia, la più famosa del repertorio di Scarpetta, universalmente conosciuta nella versione cinematografica di Totò, il nostro Salvatore, che ha riservato per sè il ruolo dello scrivano, Felice Sciosciammocca, è andato sull’antico sicuro, ottenendo un risultato molto divertente e ben fatto.

Gli attori, fra i quali, Luisa e Pina, rispettivamente sorella e nipote del regista, vanno tutti apprezzati per la tranquilla disinvoltura con cui hanno animato la scena e la loro capacità di far ridere e riflettere, a dimostrazione del duro lavoro di preparazione e della loro passione verso il teatro. La commedia è come la vita, agrodolce, in cui il destino dei poveri intrecciato indissolubilmente a quello dei ricchi finisce per suscitare, nella comicità, un po’ di compassione per tutti i personaggi.

Felice e Pasquale, due poveri affamati privi di risorse per sopravvivere, convivono con le rispettive famiglie, in uno squallido appartamento. Necessità e fame sono motivi di continui litigi fra le mogli. I due diventano la risorsa per Eugenio che vuole sposare Gemma, ricca ma non nobile, al cui matrimonio si oppone il Marchese Favetti, padre del giovane, anch’egli innamorato della ragazza, sotto le mentite spoglie di Don Bebè.Per aggirare l’ostilità del Marchese, i due spiantati, con le rispettive famiglie, devono fingersi parenti nobili di Eugenio, per acconsentire al matrimonio, in casa del padre di Gemma, Gaetano, ex cuoco arricchito, che per dare prestigio alle sue ricchezze aspira alla nobiltà, al punto di non accorgersi del maldestro camuffamento.

Il trucco viene scoperto da Luisella, moglie di Felice, che per essere stata esclusa dalla finta nobiltà, scatena una situazione travolgente rendendo possibile riconoscere, identità e ruolo dei personaggi, in cui ognuno, ammettendo le proprie debolezze, finisce per accettare quelle altrui.
“Miseria e Nobiltà”, uno dei pezzi più celebrati del teatro napoletano, cavallo di battaglia di attori professionisti ed amatoriali, nella versione integrale rappresentata, è una commedia da vedere se si ha voglia di sane risate con un prodotto genuino, confezionato in casa propria.

Il pubblico numeroso delle due serate, l’incasso devoluto in beneficenza e gli applausi ricevuti, rappresentano il miglior viatico per replicare esperienze simili.
Personaggi ed interpreti: Gaetano=Michele Allarà – Gemma=Pina Giugliano – Luigino=Pasquale Giugliano – Ottavio Favetti=Antonio Romano – Eugenio=Biagio Giugliano – Pasquale=Vincenzo Giancone – Felice=Salvatore Giugliano – Concetta=Filomena Siciliano – Luisella=Luisa Giugliano – Bettina= – Giacchino=Umberto Franzese – Vincenzo=Giuseppe Di Nardo – Biase=Santorelli Anna – Pupella=Raffaella Caliendo – Peppiniello=Vincenzo Fabbricatore.

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