Sant’Anastasia. L’Associazione neAanastasis attacca il sindaco Esposito, accusandolo di prepotenza e illegalità.
PROLOGO: Nel 2009 il sindaco Pone ottenne un finanziamento di 360.000 € dalla Provincia per realizzare un’isola ecologica in via Gramsci; ottenute tutte le autorizzazioni, si doveva indire la gara d’appalto per iniziare i lavori entro ottobre 2010, pena la perdita del finanziamento.
Il 5/10/2011 il sindaco Esposito, con delibera N.178, decideva di cambiare destinazione perché pochi cittadini avevano protestato. Tra questi un fratello di un consigliere comunale. Il nuovo sito individuato si trova nel quartiere dei Romani, a ridosso della scuola “E. Morante” su cui erano attese da anni altri tipi di opere.
Dopo molte proteste di cittadini, ricorsi al TAR e al consiglio di Stato, nel consiglio comunale dell’8 agosto 2012, su proposta del consigliere Capuano, il sindaco si impegnava a convocare un nuovo consiglio comunale monotematico sull’isola ecologica. Questo faceva sperare che finalmente venisse discusso questo problema nella massima assise cittadina. Invece…
EPILOGO: …lunedì 2 ottobre i cittadini di Sant’Anastasia hanno conosciuto, per la prima volta nella storia del paese, la violenza fisica (e verbale) e la prepotenza di un sindaco che fa della illegalità la sua bandiera. Il sindaco ha fatto intervenire un imponente schieramento di forze dell’ordine per rimuovere il presidio dei cittadini per far insediare il cantiere. Feriti, fermi e tantissimo spavento.
Poniamo all’attenzione di tutti i cittadini di S.Anastasia le domande che da anni sono state poste al sindaco e alle quali non si è mai degnato di rispondere.
Perché il sindaco non ha usato la stessa determinazione con il fratello del consigliere?
Perché non lo ha convinto che un’isola ecologica non è un impianto pericoloso?
Perché non ha denunciato l’uso illecito durato decenni proprio l’area prevista per l’isola ecologica?
Se l’isola ecologica era così importante (e noi tutti ne siamo convinti) perché non l’ha realizzata due anni fa dove era stata predisposta anche con l’approvazione ed il finanziamento della Provincia?
Aver cambiato il sito per favorire una persona è stato un ERRORE GRAVISSIMO: un atto d’illegalità e l’avvio di una spirale senza fine.
Il sindaco non è il solo colpevole della situazione che si è creata. Lo sono tutti quei vassalli che lo circondano, ammaliati dalle lusinghe del potere che per un pugno di vantaggi hanno perso la loro dignità e libertà. Lo sono quei consiglieri comunali (socialisti??) che con (la solita) ipocrisia affermano oggi che quel sito è inadatto ma giustificano l’azione del sindaco dicendo che ovunque ci sarebbe stata un’opposizione dei cittadini omettendo di dire che era stato già scelto un altro sito.
Il sindaco ha cercato con omissioni e bugie di far credere al paese che era in atto una sfida di civiltà: tra chi voleva realizzare un’opera pubblica utile e chi si opponeva.
La verità è un’altra: il sindaco ha voluto favorire uno dei suoi ed ha aggravato ulteriormente la situazione scegliendo un’area proprio confinante con una scuola.
Invitiamo, soprattutto i cittadini onesti che in buona fede sostengono il sindaco, ad aprire gli occhi, a non mortificare più le loro coscienze ed intelligenze; ad esprimere solidarietà ai loro concittadini della zona dei Romani da anni abitanti di questa città ma da sempre considerati con disprezzo, proprio dal sindaco, forestieri ed indesiderati.
Questo sindaco ignora la democrazia e ama l’illegalità: non è degno di ricoprire questa carica.



