A poche ore dalla presentazione del programma dell’edizione 2013 del Giugno nolano, un’assemblea cittadina per riflettere insieme sull’importanza della Festa dei Gigli come bene prezioso da tutelare.
"La città si incontra e dialoga per capire cosa fare per vivere al meglio questa esperienza di amore e di fede. Quando si deve agire per il bene della comunità bisogna mettere da parte i personalismi e soprattutto cercare di guarire dalla malattia del lamentarsi sempre e iniziare a guardare il lato positivo delle cose. Coesione e responsabilità sono le parole chiave da cui dobbiamo ripartire". Queste le parole con cui il Vescovo Beniamino Depalma ha accolto i cittadini (non numerosissimi) che hanno presenziato all’incontro tenutosi presso la Chiesa dei Santissimi Apostoli.
Un appello il suo che ha trovato eco nelle parole di ognuno degli altri relatori, in primis il sindaco Geremia Biancardi, che già in mattinata, nel presentare il programma del Giugno nolano 2013 (che si potrà consultare nel dettaglio sul sito del Comune), aveva parlato di anno zero dal quale ripartire per ricostruire. A volte bisogna toccare il fondo per risalire, come diceva qualcuno, e quel fondo Nola l’ha raggiunto lo scorso anno con l’episodio che portò all’interruzione della festa, svilita nel giro di pochi istanti di tutto il suo senso, di tutta la sua bellezza e di tutta la sua grandezza. Ed ora, ad un anno di distanza e soprattutto in vista del sigillo Unesco si è corsi ai ripari.
Lo ha fatto Biancardi, sganciando i gigli dalla politica con l’istituzione di una fondazione ad hoc che ne curasse la gestione e la regolamentazione; lo ha fatto la fondazione che se ne è presa carico mettendo nero su bianco un regolamento "migliorabile anche con l’aiuto, i consigli e le idee della cittadinanza" così come ha affermato il presidente Raffaele Soprano; lo hanno fatto le associazioni che in questi mesi sono stati al fianco dell’amministrazione e della fondazione nel tentativo di sprovincializzare la festa. E provano a farlo i nolani che tentano di disegnare nuove strade per camminare verso il futuro.
"La festa è nostra, la festa è del popolo, la festa è dei nolani – e ancora – Recuperare le tradizioni, ritrovare il vero senso della festa, una festa in onore di San Paolino dove cullare i gigli in processione non è una mera gara di muscoli tra le paranze ma un atto di fede che unisce l’intero popolo". Questi gli intervento dei cittadini. E non sono mancati attacchi al vetriolo come quello del dottor Alfredo Mazza che ha accusato l’amministrazione comunale di aver "abdicato la Festa ad una scatola vuota (riferendosi alla fondazione) nominata dal sindaco, che altro non è che prova evidente della sconnessione del paese reale dal paese legale quando invece doveva essere gestita dalla politica con la P maiuscola".
Ma se Biancardi non raccoglie la provocazione, Soprano non ci sta e ribatte "Se anche la Fondazione fosse stata una scatola vuota, ma non lo è affatto, tutti i membri me compreso, ci siamo adoperati fin da subito per riempirla di contenuti e il regolamento e una presenza del calibro del Roberto De Simone sono contenuti di tutto rispetto". Presenti all’incontro anche gli onorevoli Massimiliano Manfredi e Paolo Russo concordi sul fatto che "le cose possono cambiare solo se c’è la volontà di voltare pagina. Se ciò non viene fatto la festa morirà e saremo tutti colpevoli di questo omicidio. Perché la festa ritorni alla grandezza di un tempo dobbiamo valorizzane il messaggio di bellezza, fede e tradizione. Proviamo a stare tutti dalla stessa parte. Proviamo a stare tutti dalla parte di Nola".

