Volontari e simpatizzanti del centrosinistra locale stanno ripulendo l’area della ex stazione circuì, in preda all’abbandono. Un flash mob per ospitare a fine mese la festa del Pd.
Nel continente latino americano si chiama “trabajo colectivo”, lavoro collettivo, attività d’insieme per uno scopo pubblico. In Messico, per esempio, la cronica carenza di danaro pubblico necessario a garantire i servizi ha spinto intere comunità, soprattutto indigene, a organizzare in gruppi da centinaia di persone città e villaggi. Vengono stabilite vere e proprie turnazioni dei cittadini che in giorni e orari prestabiliti puliscono strade e piazze, diserbano, pitturano muri fatiscenti ed edifici. E lì, cioè a undicimila chilometri di distanza da noi, la cosa funziona alla grande.
Intanto un esperimento del genere è in corso nell’ormai più che depresso Mezzogiorno d’Italia, a Pomigliano, terra della Fiat in crisi, delle migliaia di cassintegrati e della sempre incombente spending review. Qui i giovani militanti e simpatizzanti del centrosinistra stanno ripulendo l’area della vecchia stazione della circumvesuviana. Un grande spazio abbandonato da anni sul quale pendeva un costoso progetto di riqualificazione, poi abortito dai tempacci che corrono. Certo, nel caso di Pomigliano l’obiettivo è contingente, vale a dire che si tratta di rimettere in sesto la zona scelta dal Pd per la festa regionale dell’Unità, in programma a fine mese. E siccome ormai i partiti battono cassa meglio affidarsi al volontariato.
Ma il flash mob messo in piedi dai giovani del Partito Democratico della città delle fabbriche sembra assumere contorni che vanno al di là della mera festa politica. Questo perché nella zona della ex circum, preda dei vandali, stanno accorrendo ragazzi di tutte le estrazioni e di tutti gli orientamenti. Insomma, c’è voglia di trabajo colectivo anche da noi.

