Ieri da parte di tutti i sindacati è emersa la volontà di far rientrare tutti i cassintegrati al lavoro, sia pure nella differenziazione delle posizioni. Auriemma (Uilm): “Incontreremo l’azienda”.
Rotazione per tutti alla Fiat di Pomigliano, per chi attualmente lavora e per chi versa nel limbo della cassa integrazione a zero ore, o quasi. La proposta si sta facendo avanti, sia pure non senza ostacoli ed è in qualche modo trapelata anche ieri, nell’assemblea del dopo Fiat-Chrysler organizzata dai sindacati firmatari dell’accordo Panda e del conseguente contratto dell’auto, Fim, Uilm, Fismic e Ugl. Assemblea che si è tenuta nei capannoni del grande stabilimento automobilistico.
Un faccia a faccia con i lavoratori a cui hanno partecipato anche esponenti della Fiom, degli autorganizzati dello Slai Cobas e dei Cobas del Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat. Ma secondo Luigi Aprea, attivista Slai, l’assemblea sarebbe stata un flop. “A quella del primo turno hanno partecipato appena 250 persone: è il segnale che i lavoratori hanno perso la fiducia nell’azienda, che sta andando via dall’Italia”. I Cobas del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat hanno annunciato per il 21 marzo i picchetti davanti allo stabilimento, con il contestuale sciopero nazionale a oltranza.
“Perché entro il 31 marzo, data di scadenza della cassa integrazione – ha annunciato Marco Cusano, cassintegrato del reparto logistico Fiat di Nola – vogliamo che rientrino tutti i lavoratori in cig, e a salario pieno”. Simile ma con sfumature diverse la posizione della Fiom, che continua a puntare sui contratti di solidarietà. Cosa che ha fatto scattare una diatriba tra i metalmeccanici della Cgil e gli attivisti dei Comitati di base, questi ultimi “nemici” della proposta Fiom. Posizione che, secondo i Cobas, ridurrebbe al lumicino i salari. Intanto i sindacati firmatari stanno lavorando a una soluzione alternativa.
“Innanzitutto – fa sapere Crescenzo Auriemma, della segreteria regionale Uilm – all’assemblea c’è stata una buona partecipazione. Sono anche arrivati, complessivamente, un centinaio di lavoratori in cassa integrazione. Bisogna trovare – aggiunge Auriemma – una soluzione basata sullo sviluppo industriale. Poi è chiaro che nell’attesa sarà necessario valutare gli ammortizzatori sociali da utilizzare: noi auspichiamo che non siano prolungati solo per quelli che sono fuori”. Tra qualche giorno attivo unitario dei sindacati firmatari. Obiettivo: un incontro con l’azienda per stabilire nuovi criteri sull’uso degli ammortizzatori, criteri in grado di far lavorare tutti.

