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Una chiacchierata tra amici al bar: così parte l’avventura imprenditoriale di un gruppo di giovani professionisti campani, ideatori della “risposta napoletana al gianduiotto”. Che ora fa gola agli svizzeri.

Si presenta come «la risposta napoletana al gianduiotto»: è il Vesuviotto, il cioccolatino ideato da un gruppo di professionisti campani 35enni. «Eravamo tre amici al bar», così inizia il racconto di Eugenio Ciotola, giovane architetto napoletano che nel 2011 ha messo su con due soci questa azienda tradizionale e innovativa al tempo stesso. «Eravamo consapevoli che ben presto ognuno di noi avrebbe intrapreso strade differenti», ricorda Eugenio. «Forse, come tanti nostri coetanei, saremmo stati costretti a emigrare. Così ci siamo chiesti: come possiamo creare qualcosa insieme?»

Nessuno dei tre aveva precedenti esperienze nel settore del cioccolato. «Avevamo solo un’idea», spiega l’architetto nel suo studio a Somma Vesuviana. «Fare un cioccolatino napoletano artigianale, di qualità, con la forma stilizzata del Vesuvio. Ci siamo rivolti a un artigiano di Nola, di una famiglia di maestri cioccolatai da tre generazioni». Di Nola è anche l’azienda che ha curato la grafica del marchio, della confezione e del sito web.

«Noi», spiega Angelo Di Sarno, altro socio dell’azienda, «abbiamo soprattutto il compito di commercializzare il prodotto». Un lavoro lento e paziente: certo, la tradizione del cioccolato napoletano vanta casi esemplari, uno tra tutti è Gay Odin, che tra l’altro ha già dato forma a una creazione che richiama le linee del Vesuvio e del Monte Somma. Però, come è noto, la storica fabbrica partenopea si basa sulla vendita diretta del prodotto nella sua catena di negozi. Invece il Vesuviotto viene distribuito attraverso bar, pasticcerie ed enoteche, oppure scelto da altre aziende come regalo per dipendenti e clienti.

È il caso, ad esempio, di Zippo, il popolare marchio di accendini, che ha ordinato all’azienda vesuviana un quantitativo di scatole personalizzate con fiamme e altri elementi grafici che evocano il fuoco. Ma per tessere la loro tela commerciale, Eugenio e soci provano a stringere alleanze in molte sedi. Nel febbraio del 2012, in occasione della trasferta del Napoli con il Chelsea, i giovani imprenditori hanno sfornato un’edizione speciale della loro scatola di cioccolatini, con icone partenopee e londinesi allegramente eruttate dal Vesuvio di cioccolato. Hanno preso contatti con il Calcio Napoli per distribuire i cioccolatini ai giocatori, sul volo che ha portato i campioni azzurri Oltremanica.

«Attualmente siamo in contatto con dei “buyers” svizzeri», dice Angelo, «grazie a incontri avvenuti attraverso la Camera di Commercio. Se riuscissimo a entrare nel mercato svizzero, sarebbe ovviamente un risultato notevole, per un marchio di cioccolata del Sud Italia. Ma non è facile». Tra le risorse nascoste del Vesuviotto, c’è di sicuro il miele del Parco nazionale del Vesuvio. Risorsa nascosta, ma non troppo, visto che il bonbon dal cuore di miele è uno dei quattro gusti con cui viene proposto, nel catalogo, il cioccolatino vulcanico. Gli ideatori del Vesuviotto ci spiegano che non sono molti i casi di cioccolatini al miele commercializzati in scatole da regalo. Latte, gianduia, e il più classico dei fondenti sono gli altri gusti in catalogo.

IL SUD CHE CAMMINA