CONDIVIDI

Inaugurata pochi giorni fa al British Museum la spettacolare esibizione su Pompei ed Ercolano.Per la stampa britannica, è l’evento culturale dell’anno.

E’ Pompei-mania nel Regno Unito, a pochi giorni dall’inaugurazione della mostra-evento “Life and Death at Pompeii and Herculaneum”, organizzata dal British Museum. Aperta dal 29 marzo fino al 29 settembre, la mostra dedicata a Pompei ed Ercolano è probabilmente l’appuntamento culturale dell’anno a Londra. Se ne riparliamo nell’ambito di questa rubrica de ilmediano.it (della mostra abbiamo dato già notizia con un articolo pubblicato un mese fa), è perché il prestigioso museo londinese potrebbe, con questa iniziativa, attirare migliaia di nuovi visitatori nei siti archeologici vesuviani, con evidenti ricadute positive per l’economia locale.

Sono infatti noti i primi dati provenienti dal botteghino del British Museum. Sono 50mila i visitatori che si sono già prenotati per visitare la grande mostra pompeiana, e secondo il curatore di questa esposizione, l’archeologo Paul Roberts, si attendono almeno 3-400mila visitatori fino a settembre per questo speciale evento. Intanto, a corredo della mostra, sono partite diverse iniziative: tra queste, un film su Pompei ed Ercolano prodotto dal British Museum, che per la prima volta nella sua storia si è cimentato nella realizzazione di un documentario, e lo ha distribuito in decine di sale cinematografiche dalla Cornovaglia fin su alla Scozia.

Dal canto suo, il Daily Telegraph, che è il più diffuso quotidiano non tabloid sulle isole di Sua Maestà, ha confezionato per l’occasione un e-book, che può essere scaricato gratuitamente da internet. Entusiastica, d’altronde, è stata la reazione dei principali giornali inglesi: su the Guardian, Jonathan Jones ha scritto che, anche grazie all’iniziativa del British Museum, Pompei si dimostra «la più illuminante testimonianza del passato umano che esista al mondo». Sulle colonne del quotidiano progressista, la mostra viene definita «meravigliosa» e «commovente».

Per lo stesso Telegraph, la mostra è «stupefacente», mentre i colleghi dell’Independent la definiscono «intellettualmente provocatoria». Sul Times, Rachel Campbell-Johnston sottolinea l’enfasi che i promotori dell’iniziativa hanno posto sulla vita quotidiana delle città romane. «Il senso di questi cittadini come individui che vivono e respirano – scrive la giornalista – stregherà i visitatori di questa esposizione e li commuoverà fino alle lacrime».
E’ la prima volta che incrociano i loro percorsi il British Museum e gli scavi di Pompei, fondati quasi in contemporanea a metà del Settecento. Sono oltre duecento i reperti in mostra a Londra, in gran parte prestati dalla Sovrintendenza speciale ai beni archeologici di Napoli e Pompei.

Molti di questi tesori mai sono stati esposti fuori dall’Italia, e alcuni di essi per nulla mostrati al pubblico, neppure in Italia. Il Daily Telegraph ha parlato di «straordinaria generosità» della Sovrintendenza napoletana. Alcuni quotidiani italiani, però (tra questi il Corriere del Mezzogiorno), hanno fatto notare che alcuni di questi preziosi reperti giacciono normalmente nei sotterranei del Museo archeologico di Napoli, laddove Oltremanica vengono valorizzati nell’ambito di una mostra che sarà di sicuro campione d’incassi.

E’ sempre il Telegraph a commentare che «mai la storia di Pompei è stata raccontata come fa oggi il British Museum». Scopo dell’iniziativa è illustrare la vita delle città romane nella sua ordinaria quotidianità: i visitatori, dunque, partono dalla riproduzione di una strada trafficata, pullulante di commerci e di incontri pubblici.

Si passa poi nella Round Reading Room, la grande sala di lettura del museo londinese, sormontata da una cupola: per l’occasione il salone ospita una simulazione di residenza patrizia pompeiana, con affreschi, statue, suppellettili, oggetti d’arredo e finanche un giardino. Alla fine del percorso, vengono mostrati i calchi ricavati a Ercolano dalla forma delle persone sorprese e uccise dall’eruzione, e così immortalate nel magma solidificato.