Parla Donato Capobianco, il sindacalista dell’Enam, la società comunale di nettezza urbana, che è stato prima sospeso dall’azienda e che poi si è visto l’ufficio sigillato col nastro adesivo.
Quando ha ricevuto la lettera di sospensione, cos’ ha provato?
“Profonda delusione e amarezza”.
Delusione e amarezza perché? Deluso e amareggiato per cosa? Nei confronti di chi?
“In fondo ho solo cercato di far bene il mio dovere di sindacalista. mi sono adoperato per far si che i diritti dei miei colleghi venissero rispettati. Nient’altro. Ma ciò è stato visto come un andare contro l’azienda. Ho chiesto solo che venissero rispettate le norme di legge”.
Ma come ha saputo che le avevano sigillato l’ufficio?
“Me l’hanno comunicato alcuni colleghi”.
E quando lo ha saputo cos’ha pensato?
“Che schifo! Me la stanno facendo pagare per quello che ho fatto”.
Cosa avrebbe fatto?
“Ho fatto si che l’azienda applicasse correttamente le norme di legge, nient’altro, e mi sono impegnato a far rispettare i diritti dei lavoratori”.
Vale a dire che ha fatto notare all’azienda che stava sbagliando nella procedura di confronto sulla mobilità e che questo le è costato?
“Non sulla procedura di confronto sulla mobilità ma sul contenuto procedura di questa procedura, sui cosiddetti contratti ad personam. Una procedura tutta errata e contraria alle norme di legge, com’è stato confermato anche dalla stessa responsabile del dipartimento provinciale del lavoro, la quale poi non ha fatto svolgere le commissioni, già fissate per i giorni 18 e 19 marzo”.
Donato, ma cosa sta succedendo all’ Enam?
“ Non c’è un clima sereno. Sono ormai tre anni che abbiamo procedure di mobilità in corso. Viviamo tutti i giorni con la spada di Damocle sulla testa perché sentiamo di poter perdere il posto di lavoro da un giorno all’altro”.
Ma l’azienda ha sempre affermato che vuole risanare le casse…
“Ed è vero. Nel frattempo però continua a spendere soldi per le consulenze esterne, ad esempio, ed altre cose simili, che la Fiadel ha evidenziato in una proposta alternativa presentata per la risoluzione della mobilità: l’azienda l’ha rigettata in toto”.
Consulenze esterne? Quali?
“Ad esempio abbiamo proposto che la gestione amministrativa del personale (le buste paga) venisse gestita con un’ apposita convenzione da stipulare con il ministero delle Finanze. Ciò farebbe risparmiare all’azienda circa l’80 % di quanto spende oggi. Abbiamo anche chiesto che la consulenza per la "responsabilità sociale" (non obbligatoria per legge) venisse posticipata agli anni a venire visto il momento di crisi che l’azienda attraversa”.
Donato, il suo sindacato la sta difendendo, con messaggi ufficiali e iniziative legali. Ma gli altri ? Cosa stanno facendo?
“Ho avuto telefonate di solidarietà da alcuni esponenti di altre sigle sindacali. Ma non mi risulta che abbiano attivato alcuna iniziativa . Ho letto anche messaggi di solidarietà di altre persone , anche sconosciuti, sul web”.
Il fatto che gli altri sindacati non abbiano attivato nessuna iniziativa da cosa dipende?
“Non saprei dirle. Bisognerebbe chiederlo a loro”.
Cos’è cambiato dalla vecchia gestione nominata dal centrosinistra a quella nominata dal centrodestra?
“Non mi faccia parlare di politica. Non sono un elettore di Pomigliano. Non ho mai avuto contatti né nel centrosinistra né nel centrodestra”.
Che appello rivolgerebbe ai cittadini di Pomigliano?
“No, i cittadini di Pomigliano in tutto questo non c’entrano nulla. Forse sarebbe il caso rivolgere un appello alle istituzioni ed agli organi preposti al controllo e alla vigilanza, che dovrebbero essere molto di più dalla parte dei lavoratori che, come nel nostro caso, e nel mio in particolare, chiedono soltanto la corretta applicazione delle leggi. Non farebbe male un po’ di vigilanza in più”.

