Ieri l’arrivo a Pomigliano del direttore dello stabilimento di Detroit. La prossima settimana incontro sulla rotazione.
Una visita blindata a cui non hanno potuto partecipare i sindacati firmatari del contratto Panda. A ogni modo ieri il direttore dello stabilimento Chrysler di Detroit, accompagnato da due capi unità dell’impianto americano, ha potuto osservare dall’interno il cuore delle nuove produzioni Panda, gli impianti robotizzati e l’organizzazione di Pomigliano.
Con i dirigenti statunitensi c’erano anche alcuni sindacalisti del potente Uaw, il sindacato d’oltreoceano che attraverso il fondo mutualistico Veba controlla il 41,5 per cento del pacchetto azionario della casa americana gestita da Fiat. Comunque quella di ieri è stata una di quelle visite d’eccezione che hanno ancora una volta fatto alimentare speranze di produzioni aggiuntive nella fabbrica automobilistica partenopea. La Fiat, però, smentisce e sottolinea che “L’evento ha avuto l’unico scopo di mostrare le innovazioni complessive che il Giambattista Vico offre a livello mondiale”.
La verifica della delegazione americana è stata puntata sull’osservazione completa del Wcm, il World class manufacturing, il nuovo sistema produttivo realizzato da Hajime Yamashina, il docente universitario giapponese che ha realizzato consulenze gestionali soprattutto per la Toyota. “So che gli impianti americani della Chrysler non hanno ancora adottato il Wcm – spiega Giuseppe Terracciano, segretario della Fim di Napoli – per cui credo siano molto interessati a capire da vicino come funzioni. Il fatto che poi tutto questo stia accadendo a Pomigliano non può che riempirci d’orgoglio, anche per le scelte che noi firmatari abbiamo fatto finora”. “Ormai – aggiunge Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – Pomigliano è un punto di riferimento mondiale organizzativo e tecnologico e quindi non possiamo che attendere sviluppi positivi per questo gioiello industriale”.
La prossima settimana la direzione aziendale dell’impianto e i rappresentati sindacali di fabbrica si incontreranno per discutere modalità e tempi di attuazione dell’accordo del 7 febbraio. Un’intesa che ha dato il via alla riorganizzazione dello stabilimento e al contestuale scioglimento della newco, la società Fabbrica Italia Pomigliano la cui creazione consentì la fuoriuscita della Fiat da Confindustria, l’addio alla contrattazione collettiva nazionale, la stipula del nuovo contratto dell’auto e la cacciata dalla fabbriche del gruppo di tutti i sindacati dissenzienti, Fiom in testa. Intanto i metalmeccanici della Cgil reintegrati dal tribunale di Roma al lavoro nelle produzioni di Pomigliano sono da giorni di nuovo in cassa integrazione.
La settimana prossima si dovrà discutere in che modo effettuare la rotazione dei 1390 cassintegrati dell’impianto. Rotazione che in base all’accordo di riorganizzazione potrà essere effettuata quasi esclusivamente nella nuova area “C”, sorta di reparto per i collaudi e i servizi generali, attività tenute ben distanti dal cuore delle produzioni Panda. Alle attività di quest’area sono stati assegnati 1971 addetti, 1802 dei quali tutti operai. “Tutto questo marchingegno è stato ideato soltanto per tenere i metalmeccanici della Cgil fuori dalla fabbrica”, sostiene Maurizio Mascoli, della segreteria regionale Fiom.

