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Fiat, cassintegrato torna a lavorare dopo lo sciopero della fame e della sete

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Antonio Frosolone, 49 anni, operaio del Wcl di Nola, è stato richiamato in fabbrica per un corso di formazione. E’ in cig da sei anni di fila. Ad agosto aveva rinunciato a nutrirsi e a bere.

Due settimane di sciopero integrale della fame, tutti i giorni, e di sciopero della sete, a interruzione graduale. Alla fine di agosto aveva fatto parecchio rumore la drammatica protesta per il lavoro dell’operaio cassintegrato del reparto logistico Fiat di Nola, Antonio Frosolone, 49 anni. Ora, però, la buona notizia: Frosolone ieri è stato richiamato in fabbrica. La Fiat gli ha comunicato che lunedì dovrà presentarsi in azienda per iniziare il corso di formazione finalizzato al rientro. Un corso di formazione pagato ancora col salario della cassa ma che è propedeutico al progressivo ritorno alle attività, entro la fine dell’anno, di tutti i 316 addetti del reparto logistico, il cosiddetto Wcl.

Rientro che, una volta completato, darà la possibilità ai cassintegrati dell’impianto di Nola di lavorare per una settimana al mese ruotando su appena 60 postazioni. Tra gli organici del Wcl ammontano a due i suicidi di altrettanti operai, quello consumato a febbraio da Pino De Crescenzo, 42 anni, militante dello Slai Cobas, e quello, risalente a maggio, di Maria Baratto, altra operaia quarantenne, anche lei dello Slai Cobas, che per conto dello stesso sindacato aveva stilato, proprio poco prima del terribile gesto, un dossier sui suicidi e sui tentati suicidi dei lavoratori Fiat dell’area napoletana.

Poi la protesta eclatante di Frosolone, che durante lo sciopero della fame e della sete è stato visitato a casa sua, a Licola, dal segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, dal vescovo di Nola, Beniamino De Palma, dal responsabile della pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Nola, don Aniello Tortora, e dal parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis, a Pomigliano, don Peppino Gambardella. ” E’un buon segnale: la Fiat sta rispettando l’accordo stipulato con Fim, Uilm e Fismic “, commenta Luigi Mercogliano, segretario regionale del sindacato Fismic.

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