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Un operaio della Magneti Marelli, disperato, in cassa integrazione da anni, durante l’assemblea nella Fiom di Napoli tenta di aggredire il segretario nazionale della Fim-Cisl, Leonardo Burmo.

E’ stata sfiorata la rissa, ieri mattina, nella sede napoletana della Fiom, dov’era stata indetta l’assemblea unitaria sulla grave situazione in cui versa la Marelli ex Ergom, fabbrica dell’indotto Fiat bloccata ormai da tempo per assenza di forniture e, soprattutto, di prospettive.

Un operaio dell’impianto di Poggioreale, esasperato dal misero salario della cassa integrazione, ha tentato di aggredire Leonardo Burmo, segretario nazionale della Fim-Cisl per il settore auto. L’episodio è durato pochi secondi. Un parapiglia condito da urla e improperi. Scaraventata a terra la scrivania dietro cui erano seduti i segretari nazionali dei sindacati di categoria, Burmo, appunto, ed Eros Panicali, della Uilm. A ogni modo l’assemblea, nonostante l’incidente di percorso, è proseguita. Il dato che ne è emerso è che i sindacati hanno annunciato per la prossima settimana una mobilitazione davanti ai cancelli della Fiat di Pomigliano. L’obiettivo è di bloccare le produzioni nuova Panda per ottenere un confronto con il Lingotto finalizzato al chiarimento circa le prospettive dell’indotto automobilistico campano.

Lunedì ci sarà un volantinaggio ai cancelli dell’impianto automobilistico. Mercoledì i picchetti e, contemporaneamente, l’assemblea dei sindacati firmatari dell’accordo Panda all’interno della newco. Le organizzazioni del sì a Marchionne chiederanno agli operai della grande fabbrica l’attuazione di un’ora di sciopero per sollecitare la Fiat a chiarire le reali prospettive occupazionali e produttive del settore automobilistico campano. Sarebbe la prima, clamorosa astensione nella Fip targata Marchionne, lo stabilimento Fabbrica Italia Pomigliano che ha segnato la fine del contratto nazionale di lavoro nel gruppo automobilistico e la cacciata della Fiom dalle fabbriche del Lingotto. Intanto Fim, Fiom, Uilm e Fismic stanno tentando di ritrovare la strada dell’unità dopo la divisione che si è consumata nel 2010 con la stipula dell’accordo Panda e del successivo contratto dell’auto.

“Confermo la mobilitazione – ha spiegato Burmo – scriveremo anche al presidente della giunta regionale Stefano Caldoro: la Regione Campania è garante dell’accordo di ristrutturazione della Marelli ex Ergom. L’assessore al lavoro Nappi non lo vogliamo più: l’ultima volta ha avuto un atteggiamento demenziale”. Il riferimento è alla convocazione in Regione del 17 dicembre scorso. Appuntamento organizzato da Nappi ma a cui lo stesso assessore non si è presentato. “Poi ha riconvocato i sindacati per il 28 gennaio – ha riferito Franco Percuoco, della Fiom – senza comunicare nulla alla Fiom: si comporta come la Fiat, è inattendibile”.

“L’unica strada ormai è quella del conflitto – l’esortazione di Andrea Amendola, segretario regionale della Fiom – non ci sono altre strade”. Già la settimana scorsa le segreterie locali dei sindacati avevano annunciato la ripresa delle mobilitazioni davanti alla Fiat di Pomigliano per protestare contro la situazione in cui versano i 720 addetti della ex Ergom di Poggioreale, fabbrica del Lingotto rimasta inattiva, senza commesse, dopo la fine delle produzioni napoletane Alfa Romeo e nonostante l’avvio di quelle nuova Panda. Il tempo stringe. La cassa integrazione per i 720 addetti della ex Ergom scadrà a luglio. Stessa scadenza anche per i 316 addetti del polo logistico Fiat dislocato a Nola.

Dubbi pure sulla sorte dei 2400 dipendenti di Fiat Giambattista Vico, 1400 dei quali si trovano da anni in cassa integrazione per cessazione di attività. Futuro incerto, quindi, per 3400 lavoratori napoletani dell’automotive. E giungono notizie ferali dal fronte interno del mercato dell’auto, che non conosceva una crisi così acuta dal 1979. Solo la Panda tiene. Ma la monoproduzione dell’utilitaria, nonostante gli annunci di un anno e mezzo fa, non basta.