Comunicato unitario dei sindacati. Se l’azienda non manterrà in tempi brevi gli impegni presi per Pomigliano e per la Adler sarà dato il via libera agli scioperi. L’impianto di Poggioreale è flagellato dalla cassa integrazione.
Sindacati metalmeccanici campani uniti per una volta nelle vicende Fiat. In questo caso a ricompattare le organizzazioni di categoria è stata la vertenza Pcma Fiat-Marelli, la cosiddetta ex Ergom, il grande impianto di Poggioreale finito in una grave crisi produttiva e occupazionale nel 2010, da quando sono state chiuse le produzioni Alfa Romeo di Pomigliano. Da allora circa 700 addetti annaspano nel limbo della cassa integrazione. Intanto ieri Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl territoriali, attraverso un comunicato scaturito da un’infuocata assemblea nella sede della Fiom di Napoli, hanno annunciato azioni di lotta se in tempi rapidi non giungeranno risposte concrete sul fronte della ricollocazione di 300 lavoratori alla Fiat di Pomigliano e di altre 100 tute blu negli stabilimenti campani di Adler, azienda dell’indotto automobilistico che si era dichiarata disponibile ad accogliere manodopera.
Intanto la Fiom scrive chiaramente di “impegni disattesi dalla Fiat”. Nel comunicato unitario si parla anche esplicitamente di “sistema clientelare della Pcma” adottato nei trasferimenti finora attuati con destinazione Fiat Pomigliano. Al momento risultano trasferiti nello stabilimento della Panda 238 operai della Marelli. Altri 6 si aggiungeranno a questo gruppo il prossimo 1 ottobre. Soltanto pochissime unità hanno nel frattempo accettato il trasferimento alla Adler a causa delle poco appetibili condizioni salariali e contrattuali offerte dall’azienda di Ottaviano. “Bisogna definire i tempi certi per i trasferimenti a Pomigliano e i tempi e le condizioni economiche dei trasferimenti alla Adler”, scrivono i sindacati napoletani.
“Inoltre – aggiungono – è necessaria una missione produttiva per saturare gli attuali livelli occupazionali”. Poggioreale produce componenti per il vecchio Ducato commercializzato in Brasile. Una commessa che offre solo 80 postazioni di lavoro al giorno nei mesi di picco produttivo, tra maggio e luglio, cioè durante l’inverno brasiliano. Per il resto la cassa integrazione impera. Ma il tempo stringe. “Abbiamo la necessità – l’appello nel messaggio – di una missione produttiva che garantisca gli attuali livelli occupazionali prima della scadenza della cassa integrazione straordinaria”. Richiesta un’assemblea entro il prossimo 10 ottobre con i lavoratori e le segreterie nazionali.

