L’associazione Codici Campania invia una denuncia al Prefetto: “Zero manutenzione, soppressioni a raffica e viaggiatori costretti a viaggiare come sardine”.
La situazione del trasporto pubblico campano e soprattutto quello gestito dalla società Circumvesuviana è divenuta insostenibile sotto ogni punto di vista.
Sia per quanto riguarda il trasporto ferrato che per quello su gomma, ormai viaggiare con il trasporto pubblico urbano ed extraurbano sembra divenuto fantascienza per i milioni di pendolari e studenti che quotidianamente utilizzano il trasporto pubblico campano per raggiungere i posti di lavoro e di studio. Per tale motivo l’Associazione Codici Campania ha chiesto al Prefetto di Napoli un intervento urgente per regolarizzare la situazione del trasporto. In particolare quello della Circumvesuviana in considerazione della grave situazione di allarme sociale dovuto dalle condizioni assolutamente precarie in cui le corse stanno procedendo nell’ultimo periodo.
La situazione di incertezza genera tensioni tra utenti e personale con pericoli per la pubblica incolumità, come già avvenuto in alcune occasioni, le condizioni di trasporto talvolta disumane causano spessissimo malori, lavoratori e studenti non sono in grado di rispettare gli orari, il traffico e automaticamente aumentato in particolare nel capoluogo, e da questo punto di vista il corretto e normale funzionamento dell’intera società e compromesso. “La situazione è insostenibile, questo non è un servizio utile al cittadino ma una mattanza – spiega Giuseppe Ambrosio, segretario regionale di Codici Campania – diversi utenti quotidianamente sono colti da malore visto il modo indecente cui si viaggia sul trasporto della nostra regione.”
Quotidianamente un qualsiasi utente che per scelta o costretto per motivi economici ad usufruire del trasporto pubblico gestito dalla Circumvesuviana, deve fare i conti con treni soppressi, vetture sporche, elettrotreni ridotti, autobus che non arrivano mai, e magari con la fortuna di riuscire a vedere un mezzo pubblico una volta salitovi si chiede se forse era il caso di proseguire a piedi il percorso perché le condizioni di viaggio sono estreme, con persone ammassate una addosso all’altra come sardine in scatola.
“Qui si nega il diritto al lavoro, allo studio, alla salute e alla sicurezza – prosegue Ambrosio – gli utenti si recano presso le stazioni di riferimento con largo anticipo per cercare di prendere un qualsiasi mezzo che gli consenta di raggiungere il posto di lavoro o di studio ed evitare di essere licenziati o di rinviare una sessione d’esami preparata magari da mesi. E’ nonostante questo si ritrovano ad essere colti da malori improvvisi perché viaggiare in tali condizioni è impensabile in un paese civile come dovrebbe essere il nostro, oltre e soprattutto che essere rischioso per l’incolumità pubblica. ”
L’Associazione infine lancia un eventuale pericolo rivolta da parte degli utenti. Inaspriti dal protrarsi di tale situazione oltre ad una insoddisfazione generale per gli utenti, visto l’aumento dei costi subiti negli ultimi anni ed ottenendo in risposta un servizio quasi inesistente, sta provocando un malcontento generale ed un abbassamento della sopportazione comune e civile con aumento di episodi violenza che sfocia sempre più in lesioni corporali tra gli utenti e verso il personale dipendente della società.
“I cittadini sono esausti – conclude Ambrosio – vessati continuamente da tasse e aumenti in risposta ottengono solo servizi inesistenti. Ci chiediamo a quando una politica realmente rivolta agli utenti”. L’Associazione, infine ricorda che presso i propri sportelli siti in San Giuseppe Vesuviano e Napoli è possibile aderire alla class action attivata contro la società Circumvesuviana.

