A Pomigliano il segretario generale Cisl sulla fabbrica della nuova Panda: “E’ il miglior impianto europeo”. Durissimo invece il giudizio su Napoli e il suo hinterland. Frecciata anche ai militanti Fiom: “Falsi profeti di sventura: hanno visi opachi”.
Furgoni dei carabinieri e pantere della polizia. Città blindata, ieri, per l’arrivo di Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl e caparbio fustigatore della Fiom. Ma lo spiegamento di forze si rivelerà inutile. Nessuna contestazione, calma assoluta durante l’inaugurazione della sede della Fim, in via Mazzini, spazi allestiti a un passo dalla Fiat.
Non appena arriva, Bonanni esordisce così: “La Fiat di Pomigliano è una cattedrale in un deserto di mafia, corruzione e chiacchiere inutili”. Il segretario generale della Cisl analizza la profonda crisi, senza mezzi termini: “Il problema è il malcostume generale: non c’è una classe dirigente e quel poco che c’è si nasconde”. Annuisce Lina Lucci, leader della Cisl campana. In particolare quando Bonanni spiega il perché del triste primato: il vertiginoso aumento della disoccupazione. “ Non si può combatterla con una delibera comunale – spiega il massimo esponente Cisl – dobbiamo mettere a nudo tutte le inefficienze debellando una mentalità sbagliata: la newco di Pomigliano è la dimostrazione che la voglia di fare dei lavoratori e il loro senso di responsabilità possono portare alla realizzazione del miglior stabilimento d’Europa, proprio qui, nel disastro napoletano”.
Nessun dubbio, poi, sulle prospettive industriali immediate – “Pomigliano dipenderà dal mercato” – né sull’esaurimento della cassa integrazione (scadenza a luglio): “Si può pensare a una proroga, a una cassa in deroga”. Netta pure la posizione sull’avvio di licenziamento per 19 operai della newco, esuberi dichiarati dal Lingotto dopo la sentenza antidiscriminatoria della magistratura, che ha ordinato il ritorno al lavoro dei cassintegrati iscritti alla Fiom. “La Fiat non deve licenziare nessuno: ha degli obblighi”, avverte Bonanni. Ma il segretario non è affatto tenero con i metalmeccanici Cgil. Sempre a proposito del futuro di Pomigliano e dell’intero settore automobilistico italiano afferma che “I nuovi investimenti di Pomigliano, Melfi e quelli, prossimi, di Mirafiori smentiscono discorsi pretestuosi”, che “i profeti di sventura saranno sconfessati dal coraggio dei lavoratori” e che “per creare la migliore fabbrica europea è stato necessario combattere contro chi ideologicamente la pensa diversamente ma anche contro chi aveva interessi turpi”.
Il leader Cisl non cita mai la Fiom però tutti intuiscono facilmente che molte sue frecciate sono per il sindacato di Landini. Anche quando, una volta inaugurata la sede della Fim, nel terrazzo allestito a festa, strappa l’applauso più sentito, rammentando la vigilia del referendum di Pomigliano, del si operaio all’accordo Panda: “I volti dei nostri delegati, limpidi e sereni, a differenza di altri, opachi e scuri ”. Parole condivise in toto da Giuseppe Terracciano, della Fim di Napoli, e da Giuseppe Farina, segretario nazionale dei metalmeccanici Cisl. Sorride il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, del Pdl. Il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, non c’è. Al suo posto benedice l’evento don Aniello Tortora, della pastorale sociale e del lavoro della diocesi. Il sacerdote ammonisce: “ Entro luglio Marchionne dovrà assumere tutti, senza discriminazioni sindacali”.
Tortora cita le recenti parole di papa Benedetto e termina con un passo delle beatitudini: “beati i ricchi che non approfittano delle situazioni per aumentare i profitti a scapito dei poveri”.
(Fonte foto: Rete Internet)

