Dopo il suicidio del farmacista sessantenne Francesco Carlucci sembra inarrestabile il piccolo imprenditore Felice Romano, che stamane, a Pomigliano, darà il via all’iniziativa.
Anticipa una provocatoria denuncia contro il presidente Napolitano e il neo premier Letta. “Per la morte del nostro concittadino Carlucci”, spiega il vulcanico Felice Romano, 46 anni, agente assicurativo laureato in economia. Romano, insieme ad alcuni colleghi imprenditori, sta organizzando l’iniziativa dal titolo “basta suicidi: adotta un cittadino”, il progetto di solidarietà che ha drammaticamente preso impulso dopo il suicidio, avvenuto l’altro ieri, di Francesco Carlucci, il farmacista rimasto senza lavoro e che prima di togliersi la vita ha scritto una lettera di scuse ai carabinieri per il “ disagio ” che avrebbe arrecato il suo gesto.
Il palco con cui sarà annunciato il varo dell’iniziativa è pronto, è stato allestito nella centrale piazza Primavera di Pomigliano, la città delle grandi fabbriche in emergenza occupazionale, Fiat in testa. “Abbiamo già individuato quattro imprenditori – racconta Romano – che si sono dichiarati disponibili a offrire opportunità di lavoro ad altrettanti concittadini in difficoltà. Si tratta di impieghi in due società di servizi, in un ristorante pizzeria e in una tipografia ma contiamo di aggiungere subito altre due offerte grazie ad alcuni imprenditori che dovrebbero aggiungersi”. Il comitato sorto per l’occasione sta realizzando un portale che si chiama “Pomigliano Solidale”, una sorta di registro di collocamento che ha l’obiettivo di mettere in contatto i bisognosi con le imprese.
Una soluzione digitale per risolvere il problema della tutela dell’anonimato. “Perché le persone in genere non vogliono far conoscere il loro stato di indigenza, di necessità impellente”. Felice Romano oggi annuncerà la notizia di un comitato operativo “da riunire periodicamente nel consiglio comunale per sollecitare una comunità più propensa alla solidarietà”. “Pomigliano come Termini Imerese e come Taranto – sostiene – ha bisogno di una legge speciale come per Roma capitale. Qui non si sono sviluppati il terziario e i servizi e quindi ci devono dare una mano: l’articolo primo della Costituzione deve cambiare con la frase” l’ Italia è una Repubblica fondata sulla vita, sull’amore e sul lavoro”, perché si deve partire dall’etica per arrivare a soluzioni pratiche”.
Il piccolo imprenditore chiarisce poi la sua iniziale affermazione sulla necessità che per fare presto e aggirare la burocrazia che ostacola ogni cosa è anche possibile fare ricorso ad assunzioni in nero pur di concretizzare presto le risposte ai bisogni. “Fermo restando che le regole si devono rispettare, e io le rispetto, dico che le rispetterò nell’assumere il disoccupato che aiuterò – assicura Romano – ovviamente la mia provocazione è volta a chiedere alla politica di creare immediatamente strumenti in grado di metterci nelle condizioni di assumere, penso alla defiscalizzazione dei contribuiti, anche nei contratti a termine. Quest’assunzione è un progetto di due anni, pure se io in effetti non avevo bisogno di nessuno, nell’ambito di un percorso formativo: poi si vedrà, nella speranza che l’economia si riprenda”.
Proposte per tutte le aziende, piccole, medie e grandi. “Stiamo pensando anche a un fondo, a Pomigliano, gestito da una persona di indubbia moralità”. Felice Romano è stato tre anni fa il candidato sindaco appoggiato da Rifondazione comunista. “Quando mi sono candidato – racconta – ho comunicato con una lettera che se fossi riuscito a entrare in consiglio comunale me ne sarei subito andato. Io mi sono candidato solo per denunciare la situazione politica bloccata di questa città, stretta tra due partiti che sono le facce della stessa medaglia, sempre le stesse facce”.

