Napoli diventa laboratorio di innovazione sociale con il lancio di RIVE – Rete Interistituzionale contro la Violenza per l’Empowerment, in programma mercoledì 22 aprile 2026 a partire dalle 9 a Palazzo Cavalcanti 348.
L’iniziativa, sostenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, segna l’avvio di un percorso biennale che unisce ricerca, formazione e intervento diretto, con un approccio multidisciplinare e orientato al cambiamento reale.
I lavori si apriranno con i saluti di Emanuela Ferrante e Giusy Terracciano Ficca, seguiti dagli interventi di Rosa Di Matteo e Immacolata Di Napoli, figure chiave nella gestione e nel coordinamento del progetto. Il progetto, nato nell’ambito dei perfezionamenti in “Perizia psicologica, CTU e referto psicologico per il contrasto alla violenza sulle donne e alla violenza assistita (IPV e VDW)” e in “Interventi per il recupero di autori di violenza domestica e di genere” dell’Università Federico II, trova forza nell’attività dei CAV della città di Napoli e dell’intera rete interistituzionale per il contrasto alla violenza sulle donne.
Il progetto si fonda sull’apporto di Gabriella Ferrari Bravo, presidente Psycom APS, associazione da sempre attiva nel contrasto alla vittimizzazione secondaria delle donne nei procedimenti di denuncia della violenza di genere, e di Marcella Autiero, presidente dell’associazione Pensare Più-Ram, impegnata con il DSU nella sperimentazione del videogioco VIDACS per la sensibilizzazione degli autori di violenza sugli effetti sui minori della violenza assistita.
Tra i protagonisti del progetto Francesca Marone, responsabile del Master in Studi di genere, educazione alle differenze e politiche di uguaglianza di genere dell’Università Federico II, che con Marco Musella porterà un contributo fondamentale nella costruzione del modello formativo per percorsi di empowerment, e Fortuna Procentese, responsabile del Community Psychology Lab della stessa Università, che attiverà e monitorerà un percorso innovativo per il contrasto delle dinamiche psicosociali che impediscono la fuoriuscita dalla violenza.
La dimensione comunicativa sarà curata da Emanuele Esempio e Andrea Terracciano, mentre le conclusioni saranno affidate a Caterina Arcidiacono, figura di rilievo nel panorama nazionale.
RIVE nasce con l’obiettivo di superare l’approccio emergenziale alla violenza di genere, puntando su prevenzione, consapevolezza e partecipazione attiva. Nei prossimi due anni saranno sviluppati strumenti innovativi di ricerca e intervento, capaci di incidere sul territorio e generare un cambiamento culturale duraturo.
Un progetto che non si limita a raccontare il problema, ma costruisce soluzioni.



