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Anche il comune di Volla aderisce al patto per la Terra dei Fuochi

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“L’ingresso a pieno titolo nel protocollo sulla Terra dei Fuochi darà un impulso maggiore all’impegno di riduzione dei fenomeni di combustione dei rifiuti e degli sversamenti illegali”, commenta soddisfatto il sindaco Guadagno.

Grazie alle “scelte” sciagurate di delinquenti senza scrupoli, politici collusi e funzionari corrotti, la terra, denominata un tempo dagli antichi romani, “Campania Felix”, oggi è conosciuta in tutto il mondo come “La Terra dei Fuochi”. Un luogo dove l’abbandono incontrollato di rifiuti di tutte le specie e categorie, con i roghi provocati nel tentativo di “smaltirli” abusivamente, ha prodotto un inquinamento incontrollabile con gravi conseguenze sull’ambiente, sui frutti della terra, sulla salute e la sicurezza dei cittadini. L’area interessa vaste zone del territorio campano che vanno dal litorale domizio, all’agro aversano-atellano e dall’agro acerrano-nolano al vesuviano alla periferia della città di Napoli.

Per combattere l’emergenza ambientale, i comuni coinvolti, la regione, lo stato centrale e altri enti hanno stilato un protocollo d’intesa denominato “Patto per la Terra dei Fuochi”.
Volla, pur essendo vittima del fenomeno, non risultava nell’elenco dei paesi interessati.
Il Movimento 5 Stelle di Volla, sin dal 2012, si era impegnato a monitorare e a denunciare a mezzo stampa e sul web, con immagini e video, gli sversamenti illegali e i roghi tossici dei rifiuti sul suo territorio. Successivamente, con una nota del 30-05-2013 (protocollo n. 9892) e in seguito ad un incontro con il Borgomastro, l’Assessore all’ambiente e il vice prefetto Carfagna, il gruppo locale aveva sollecitato affinchè anche Volla entrasse a far parte del protocollo d’intesa. L’amministrazione aveva mostrato interesse alla questione ambientale, inviando richieste alla Prefettura di Napoli. Così, finalmente, pochi giorni fa, anche Volla, insieme a altri comuni, è entrata “di diritto” nel “Patto per la Terra dei Fuochi”, e se questo è accaduto un po’ di merito va dato al Movimento 5 Stelle locale che ha posto l’attenzione e stimolato più volte l’amministrazione.

Il governo ha emanato un decreto sulla Terra dei Fuochi che coinvolge tutte le istituzioni interessate; la Regione Campania ha stanziato fondi per il controllo e la tutela ambientale (attività di sorveglianza e anti-incendio); i Comuni rimuoveranno tempestivamente i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade e aree pubbliche o soggette a uso pubblico, che, in via straordinaria, non saranno calcolati nella raccolta differenziata; i Comuni regolamenteranno l’assimilazione dei rifiuti speciali con le loro tariffe, prevedendo riduzioni per le utenze non domestiche, che dimostrino di avere avviato i propri rifiuti ad attività di recupero, senza conferirli al servizio pubblico.
Sono interessati dal decreto molti comuni della provincia di Napoli, della provincia di Caserta, l’Arpac, l’ASL Napoli 1 Centro, l’ASL Napoli 2, l’ASL Napoli 3, l’ASL di Caserta, il Compartimento dell’ANAS, il FAI (Fondo Ambiente Italia), le Guardie Ambientali d’Italia, Legambiente Campania, Medici per Ambiente, il Delegato del Ministro dell’Interno per i roghi di rifiuti (Viceprefetto Donato Giovanni Cafagna).

Il Borgomastro del Comune di Volla ha espresso piena soddisfazione rispetto al decreto legge sulla “Terra dei Fuochi” per il quale altri 31 Comuni (tra cui anche Volla) saranno aggiunti ai 57 già previsti dal protocollo iniziale. Grazie alla norma anche in queste nuove aree ci saranno indagini per la mappatura dei terreni, controlli serrati sulla qualità dei prodotti, screening gratuiti per la popolazione residente e una serie di agevolazioni per gli Enti locali che intendono adottare misure tese alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini.

“L’ingresso a pieno titolo nel protocollo della “Terra dei Fuochi” darà un impulso maggiore all’impegno per la riduzione dei fenomeni di combustione dei rifiuti e degli sversamenti illegittimi di materiali pericolosi. Tra i vantaggi, direttamente tangibili da parte dei cittadini, c’è l’esclusione dal calcolo complessivo della percentuale della raccolta dei rifiuti solidi urbani del materiale abusivamente abbandonato o smaltito per combustione in diversi punti della città, ivi comprese le zone rurali e le arterie periferiche a scorrimento veloce. La Regione Campania assegnerà altri 2 milioni di euro, oltre ai 5 già disposti, per il contrasto ai roghi tossici”, ha dichiarato Guadagno.

A parte la rimozione e i calcoli differenziali delle varie percentuali dei rifiuti abbandonati e bruciati, la speranza è che questi fondi “extra” non servano soltanto ad alimentare “circoli viziosi” e ad arricchire qualcuno che punta al “business”. Sarebbe interessante dotare le aree critiche di un’attenta ed efficace videosorveglianza con identificazione e punizione esemplare dei delinquenti ambientali.

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