Ottaviano, un convegno scientifico su san Michele nella monetazione longobarda

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In occasione dei festeggiamenti del santo patrono, un momento di riflessione culturale, storica e spirituale sulla figura dell’arcangelo nella monetazione longobarda, volto a riscoprire le radici di un culto che da secoli definisce l’anima della comunità ottavianese.

L’ evento si terrà il 7 maggio a partire dalle ore 18:00 nel sontuoso Palazzo Mediceo. Il Comune di Ottaviano, in collaborazione con l’Associazione Culturale Dies Artis Semper e la Fondazione Scudieri, ha promosso questo singolare convegno scientifico dal titolo San Michele Arcangelo nella monetazione longobarda, che mira ad approfondire il profondo legame storico e iconografico che unisce la figura del Principe delle Milizie Celesti all’identità del popolo longobardo.

Interverranno per l’occasione: la dott.ssa Adelaide Esposito, esperta di numismatica; il dott. Roberto Esposito, commissario prefettizio; don Vittorio Garzone, parroco della chiesa di San Michele. L’introduzione sarà della prof.ssa  Rosa Carillo Ambrosio, presidente dell’ Associazione Dies Artis Semper. Interverranno, ancora, don Luigi Vitale, docente di Arte e Archeologia Cristiana c/o Istituto di Scienze Religiose Duns Scoto e l’ing. Paolo Scudieri, presidente della Fondazione Scudieri. Modera il prof. Osvaldo Iervolino.

La figura dell’arcangelo rappresenta uno dei primi e più significativi esempi di utilizzo dell’iconografia sacra sulle monete europee dell’alto medioevo, coniugando la devozione religiosa con la necessità di affermare la sovranità e il potere politico. L’arcangelo Michele fu considerato il patrono del popolo longobardo, incarnando il loro spirito battagliero e guerriero. Il suo culto, particolarmente sentito nella Langobardia Minor (Ducato di Benevento) e sul Gargano, portò all’adozione della sua figura nelle coniazioni. L’effigie del santo compare per la prima volta sulle monete longobarde con il re Cuniperto (680-700). Questa pratica proseguì con altri sovrani, tra cui Ariperto II (710-712), Liutprando (712-744), Rachis (744-757), Astolfo (749-756) e Desiderio (757-774).

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Questo santo guerriero – afferma la dott.ssa Adelaide Esposito – incarnava molto bene lo spirito battagliero del popolo longobardo. La sua figura fu riprodotta, dapprima, sui solidi e sui tremissi aurei di tipo bizantino, e, in un secondo momento, sui denari argentei coniati presso le zecche di Salerno e Benevento sottoforma di legende e monogrammi.

Analizzare la figura di San Michele Arcangelo attraverso la monetazione longobardaspiega la prof.ssa Rosa Carillo Ambrosionon è solo un esercizio accademico, ma un viaggio alle origini di un simbolo che ha plasmato il nostro territorio.

Con questo convegno, insomma,  scopriremo – concude don Vittorio Garzone –  un ulteriore aspetto culturale e sociale legato al nostro Santo Protettore. Ritrovare l’efficienza di San Michele su antiche coniazioni testimonia di come i nostri padri cercassero la protezione anche nei gesti del commercio e della vita sociale. Tutt’ora la nostra comunità si affida a Lui ogni giorno.

Alessandro Masulli
Alessandro Masulli
GIORNALISTA PUBBLICISTA

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