Tragedia ad Acerra nel giorno di Pasqua: otto fendenti al polmone per Salvatore Sagliocco, muratore, 40 anni. Lascia una compagna e due figli, di 14 e 7 anni. Arrestato dalla polizia Salvatore Manna. E’ il fratello di un pentito di camorra.
Dopo aver identificato i presunti ladri un amico gli aveva chiesto di recuperare con le buone un portafogli rubato. Una “missione” pacifica che è costata la vita a Salvatore Sagliocco, 40 anni, muratore, una compagna e due figli, di 7 e 13 anni. Salvatore quando è entrato in contatto con i sospetti responsabili del furto ha rimediato una serie di calci e pugni e ben otto coltellate ai polmoni che gli sono risultate fatali. Intanto l’assassino è stato arrestato dalla polizia quasi subito.
Per uno strano sberleffo del destino si chiama Salvatore anche lui, Salvatore Manna, ha circa 50 anni, ed è il fratello di un pentito di camorra. Insieme a Manna è finito in manette anche un altro fratello dell’omicida, accusato di essersi reso complice dell’assassinio. La tragedia di Pasqua si è consumata l’altro ieri, al primo piano di una palazzina del rione Gescal di Acerra, il famigerato “Congo”, casermoni grigi, enormi, centinaia di appartamenti zeppi di disperazione sociale. Alle otto di sera Salvatore Sagliocco bussa alla porta dell’alloggio in cui abitano i due presunti ladri, due tizi che un commerciante, un amico suo, il titolare di un centro scommesse, gli aveva indicato poco prima come i probabili autori di un furto avvenuto ai danni di un cliente, all’interno del negozio ubicato nella zona storica di Acerra.
Salvatore conosce entrambi i sospettati perchè è nato e cresciuto nello stesso palazzo, appena tre piani più sopra, prima di trasferirsi in una casa residenziale presa in affitto nel vicino parco Sandro Pertini. Sagliocco quindi è fiducioso, pensa di poter risolvere la questione in modo discreto, pacifico. Ma quando i sospettati del furto gli aprono la porta va tutto storto in pochi secondi. Ne scaturisce una colluttazione con uno dei due fratelli Manna accusati di aver rubato il portafogli.
Botte da orbi che scattano sul pianerottolo dell’appartamento. E a un certo punto, da una porta secondaria dell’alloggio, sbuca Salvatore Manna. Impugna un grosso coltello da cucina e agguanta alle spalle Salvatore Sagliocco, impegnato in quel frangente nella colluttazione con il fratello. Le coltellate vengono inferte a raffica, con una furia tremenda. Alla fine se ne conteranno otto. Sagliocco resta a terra, in un lago di sangue. Dopo pochi minuti intervengono i poliziotti del commissariato di Acerra, diretti dal vicequestore Pietropaolo Auriemma.
Il corpo di Sagliocco viene trasportato in una vicina clinica. Quindi gli agenti identificano e fermano i fratelli Manna, che ora si trovano a Poggioreale. Oggi o al massimo domani il gip deciderà come procedere. La compagna di Salvatore Sagliocco nel frattempo invoca giustizia. “Gli volevano tutti bene – racconta – conosceva chiunque in questo quartiere, anche quei balordi che lo hanno ucciso: me lo hanno ammazzato come un cane. Prima lo hanno riempito di botte. E tutto per un portafogli”. L’autopsia sul corpo della vittima sarà effettuata oggi, al secondo Policlinico. In base ad alcune indiscrezioni, non confermate dagli inquirenti, i fratelli Manna sarebbero stati identificati come gli autori del furto nel centro scommesse di Acerra grazie al sistema di telecamere a circuito chiuso di cui è dotato l’esercizio commerciale.






