Corteo per chiedere l’abolizione della prescrizione del reato di disastro ambientale. Un brutto episodio: nella notte strappati i manifesti che annunciano la manifestazione.
Fiaccolata per la vita ad Acerra. Ambientalisti che sabato prossimo convoglieranno da tutta la regione nella città dell’inceneritore per chiedere al Parlamento l’abolizione della prescrizione per il reato di disastro ambientale.
Il corteo partirà alle 18 dal corso Vittorio Emanuele per poi snodarsi attraverso le vie del centro, fino a piazza Falcone e Borsellino. Un percorso di tre allo scopo di impedire il sostanziale insabbiamento dei processi, i cui imputati hanno violentato il territorio dell’hinterland napoletano e casertano, rendendolo quella terra dei fuochi e di morte contro la quale si sta combattendo. Ad Acerra la prima “Fiaccolata per la vita” risale al 21 settembre dell’anno scorso. Per questa seconda iniziativa hanno annunciato la loro partecipazione don Maurizio Patriciello, il parroco del parco Verde di Caivano, alcuni parlamentari del Movimento Cinque Stelle, il presidente della commissione regionale Ecomafia della Regione Campania, Antonio Amato (Pd).
“Chiederemo la modifica dell’articolo 434 del codice penale – spiega Alessandro Cannacciuolo, giovane ecologista molto impegnato sul fronte ecomafia – articolo che prevede la prescrizione per il disastro ambientale”. Nel caso del primo comma dell’articolo, cioè per il reato di disastro semplice, la prescrizione è di cinque anni. Nel caso del secondo comma, cioè per il disastro immane, come quello che si è purtroppo verificato in Campania, la prescrizione è di 12 anni, da quando cioè i giudici stabiliscono l’inizio del fatto delittuoso.
“Manifesteremo – ribadisce Cannavacciuolo – per chiedere allo Stato di intervenire contro i criminali che avvelenano le nostre terre: chi sbaglia deve pagare”. L’ambientalista fa riferimento a un noto processo, il processo Carosello Ultimo Atto, valanghe di rifiuti tossici interrate. “E’ inaccettabile che – spiega Cannavacciuolo – un disastro ambientale possa andare in prescrizione, come potrebbe succedere nel caso di Acerra”. Il prossimo 2 ottobre ci sarà la seconda udienza in Corte d’Appello, a Napoli, nel corso della quale i comitati ambientalisti della Campania faranno illustrare dai legali di parte civile quelle che definiscono le prove del disastro ecologico causato dagli imputati.
Nel frattempo c’è da registrare uno spiacevole episodio avvenuto nella notte tra venerdì e sabato. Ignoti hanno strappato dai muri decine di locandine che annunciano la fiaccolata. “E’un segnale di debolezza – conclude Cannavacciuolo – di chi evidentemente sente che finalmente qualcosa si sta muovendo in modo positivo per le popolazioni e per le nostre campagne”.

