Entra nel vivo la campagna elettorale a Sant’Anastasia, con i principali protagonisti già attivi sui social tra messaggi identitari, attacchi indiretti e mobilitazione del consenso. I profili raccontano molto più dei programmi: delineano strategie, linguaggi e target.
Mariano Caserta punta tutto sul coinvolgimento della squadra e sulla narrazione collettiva. Nel suo messaggio parla apertamente di entusiasmo e partecipazione, mettendo al centro i candidati e le liste: “Loro davanti a me. Sempre”, scrive, ribaltando il concetto di leadership e scegliendo una comunicazione inclusiva. Caserta prova a costruire una comunità politica larga, difendendo il progetto da possibili attacchi e rivendicando autenticità: sottolinea infatti che eventuali critiche saranno riconoscibili come “bugie” dai cittadini stessi.
Sempre Caserta annuncia anche l’avvio ufficiale della campagna con un evento al Teatro Metropolitan, momento simbolico per presentare i 128 candidati della coalizione. Qui il tono cambia e diventa più politico: si parla di “progetto di cambiamento”, di comunità e di partecipazione, ma non mancano stoccate agli avversari, con riferimenti a chi “mente” o “getta veleno”. Una comunicazione che alterna apertura e contrapposizione, cercando di rafforzare il senso di appartenenza.
Dall’altra parte, il sindaco uscente Carmine Esposito adotta una linea più istituzionale e difensiva. Il suo racconto parte dal lavoro svolto: “Troppe cose in tutti i settori”, evidenziando la difficoltà persino di comunicarle tutte. Esposito punta quindi sulla concretezza e sui risultati, contrapponendosi a una campagna che definisce fatta anche di “odio e mistificazioni”.
Il messaggio è chiaro: da un lato l’esperienza amministrativa, dall’altro il rischio di una narrazione distorta. Anche qui emerge un dualismo netto, ma con uno stile più sobrio, quasi da bilancio di fine mandato. La sua chiusura richiama una dimensione etica: una “battaglia morale” oltre che politica, cercando di intercettare un elettorato moderato.
Nel mezzo si inserisce la strategia di Alessandro Pace, che sceglie il contatto diretto con i cittadini. Nella giornata di ieri una rappresentanza della sua squadra è scesa in piazza, segnale concreto di presenza sul territorio. Il messaggio che accompagna l’iniziativa è orientato alla fiducia e al ritorno alla partecipazione: si sottolinea l’impegno, la professionalità e il lavoro per costruire “basi solide”.
Pace punta quindi su una comunicazione più semplice e immediata, fatta di presenza fisica e relazione. Il ringraziamento a chi torna a credere nella politica e la promessa di essere presto “al completo” in piazza indicano una campagna in crescita, ancora in fase di consolidamento.
Tre approcci diversi, dunque: Caserta costruisce una narrazione corale, Esposito difende l’operato amministrativo, Pace lavora sul territorio e sulla fiducia. A Sant’Anastasia la sfida è già partita, e passa sempre di più dai social e dalle piazze.



