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Sanità scippata a Somma Vesuviana: così la città è stata svuotata dei servizi

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Dal trasferimento dell’Adi e della Medicina Legale a Marigliano fino alle colpe storiche della politica locale: l’analisi del progressivo impoverimento sanitario di Somma Vesuviana. Oggi serve una svolta per fermare gli scippi silenziosi e difendere il diritto alla salute.

 

 

I servizi che più avvicinano i cittadini alla comprensione della Costituzione — e nello specifico dell’articolo 32 — sono quelli sanitari, soprattutto se di prossimità. La salute è un bene prezioso e per tutelarla non basta la pur fondamentale prevenzione: occorre la presenza sul territorio di servizi fruibili, disponibili e animati da personale capace ed empatico. In questo senso la politica, a partire dalle amministrazioni comunali, ha il dovere di fare molto. Può e deve avviare un dialogo franco con l’Asl, mettere a disposizione strutture idonee e vigilare sull’efficienza delle prestazioni. Ma, soprattutto, la politica locale deve alzare gli scudi per evitare che questi presidi vengano chiusi o trasferiti in altri comuni, in modo immotivato e senza alcun riguardo per la comunità.

La politica locale di Somma Vesuviana, nei mesi e negli anni scorsi, non ha saputo difendere i propri cittadini. La sanità territoriale, in specie quella dell’ambito comunale, è stata trascurata, oltraggiata e spogliata di servizi la cui utilità rendeva la vita dei cittadini meno complicata. Il Distretto Sanitario di via Indolfi ha perso la Medicina Legale e l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), entrambi trasferiti nel Distretto di Marigliano.

L’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) è uno dei servizi più importanti e delicati gestiti dal Distretto Sanitario, pensato per garantire le cure mediche direttamente a casa del paziente. È riservato a persone in condizioni di non autosufficienza, che non possono assolutamente camminare o essere trasportate in auto in un ambulatorio, e che presentano: malattie terminali, malattie croniche invalidanti (es. demenze gravi, Alzheimer, Parkinson avanzato), gravi disabilità o patologie neurologiche acute (es. esiti di ictus), fratture o interventi chirurgici complessi che richiedono riabilitazione e cure a letto per lunghi periodi.

La Medicina Legale si occupa di valutare lo stato di salute di una persona per stabilire se ha diritto a determinate tutele, benefici economici, permessi o patenti (rinnovo e altro).

Il progressivo impoverimento dei servizi sanitari della città e la data di nascita della sua irrilevanza politica parte dal 2007 e si rinnova con maggiore forza nel 2012, quando si consolidò l’asse politico e personale tra l’allora sindaco di Somma Vesuviana, Raffaele Ferdinando Allocca e l’allora deputato di Forza Italia Paolo Russo, di Marigliano. Il deputato in quegli anni era il vero e proprio regista politico del centrodestra nell’asse Marigliano-Nola. Era quella l’epoca in cui si ridisegnavano le geometrie dei servizi dell’Asl e in cui Marigliano, grazie alla rappresentanza parlamentare e al coordinamento politico, ha iniziato a centralizzare uffici, distretti e programmazione sanitaria, lasciando a Somma Vesuviana un ruolo politicamente molto marginale.

Nello specifico, la coincidenza di figure politiche forti e influenti dello stesso schieramento tra Somma Vesuviana e Marigliano, legata ad una specifica stagione politica del territorio, è un elemento che fornisce prova e chiarezza su chi abbia la responsabilità della situazione attuale ma anche su chi non ha mosso un dito per provare ad invertire la rotta. Il trasferimento di uffici importanti come quelli di cui stiamo ragionando, è di fatto uno spogliamento e un impoverimento del territorio a danno della città più popolosa del Distretto Sanitario n. 48. Lo spostamento dei servizi, che l’Asl definisce “centralizzazione”, si traduce in un concreto disagio, nella perdita di uffici storici di prossimità e nella sensazione diffusa che il peso politico di Marigliano abbia dettato le regole del gioco a scapito delle esigenze di Somma Vesuviana.

Coloro che hanno governato la città negli ultimi quasi venti anni, cosa hanno fatto per difenderne il primato? Quali iniziative hanno promosso per tutelare, difendere e far progredire la città e i cittadini? I sommesi che hanno governato non hanno saputo difendere i sommesi governati (quelli di nascita e quelli acquisiti). Il loro lavoro, durato quasi venti anni, ha trasformato la città in un luogo svuotato di diritti, di servizi, di giovani, di iniziative. Hanno lavorato per le loro piccole clientele, per i loro piccoli intrighi, per la loro piccola e miope politica. Hanno agito contro la città e contro i cittadini; lo dicono i fatti e noi ci limitiamo a registrarli.

In questo deserto politico è un fatto innegabile che l’Asl abbia approfittato della storica debolezza della città, mostrando il volto di una burocrazia che ha colonizzato le istituzioni locali proprio perché non ha trovato nessuno a sbarrarle la strada. Le decisioni dell’ASL Napoli 3 Sud di scippare a Somma Vesuviana servizi fondamentali come l’Adi e la Medicina Legale sono il frutto di una dirigenza autoreferenziale, che ha agito in un regime di totale latitanza della politica, al riparo da ogni responsabilità nei confronti del popolo. Parliamo di un apparato che ha cinicamente approfittato di un lungo isolamento e dell’assenza di una dignitosa rappresentanza a difesa della nostra città.

Bisogna attrezzarsi e far comprendere, forte e chiaro, che è finita la stagione di scelte calate dall’alto, che ha tentato di spogliare sistematicamente Somma Vesuviana. La ricostruzione sarà faticosa e lunga, la sfida prevede due tempi: per il futuro – si spera vicino – sarà vedere se la nuova Casa della Comunità Spoke di via Circumvallazione riuscirà davvero ad essere completata garantendo ai sommesi ambulatori efficienti e medici sul territorio senza costringerli a diventare pendolari della salute verso Marigliano per ogni minima necessità. Per il presente, cominciare a pretendere in tempi brevi la restituzione di ciò che è stato tolto alla comunità, facendo capire che non saranno più ammessi scippi silenziosi.

 

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