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Urla e manifesti anti Di Maio all’Itis di Pomigliano. Il preside ai Cobas: “Per cortesia, la finite ? Turbate i ragazzi…”      

 

Faceva un po’ di tenerezza vedere un omone gentile, il preside di un istituto importante, l’istituto tecnico industriale di Pomigliano, tentare di prendere la parola col dito alzato, manco fosse uno scolaretto, mentre di fronte a lui un incazzatissimo operaio licenziato della Fiat gli urlava addosso dal megafono frasi durissime. Mario Rosario Ponsiglione, così si chiama il dirigente della scuola in cui domani si recherà il vicepremier Luigi Di Maio, nel gelo di ieri mattina è uscito sull’uscio del cancello dell’Itis per tentare di persuadere l’operaio Mimmo Mignano e il suo collega di sventura, Antonio Montella (entrambi sono stati licenziati in via definitiva a giugno per aver manifestato tre anni fa contro Sergio Marchionne ), a togliere i manifesti anti Di Maio appesi all’ingresso della scuola, mentre gli studenti stavano entrando per andare a lezione. << Per cortesia – il tono sommesso e gentile di Ponsiglione – potrebbe togliere quei manifesti e non urlare tanto ? Sta turbando i ragazzi così. Per favore…>>. Ma Mignano niente: è stato più sordo di un muro. << In questa scuola con la scusa dell’alternanza scuola-lavoro mandate gli studenti a lavorare gratis nella Fiat – l’invettiva dell’operaio e sindacalista del Si Cobas –  la dobbiamo finire con questi giochetti, voi e Di Maio. Lunedi ci faremo sentire di nuovo: torneremo qui >>. Il sindacato di base Si Cobas ha infatti annunciato un presidio per lunedi mattina, davanti all’Itis Barsanti appunto, dove arriverà il vicepremier Luigi Di Maio per il varo di un’iniziativa scolastica. Intanto nell’attesa, appena sabato, ieri, hanno affisso per tutta la città un manifesto che suona come un ironico sberleffo i militanti di questo sindacato antagonista, che a Pomigliano è guidato dai licenziati della Fiat, cinque operai estromessi dal lavoro per aver manifestato contro l’ormai defunto amministratore delegato del gruppo automobilistico, Sergio Marchionne. “Caro Di Maio: le chiacchiere se le porta via il vento…”, hanno scritto i licenziati sul messaggio dedicato al vicepremier, proprio sotto la foto che ritrae uno di loro, Mimmo Mignano, in un letto d’ospedale mentre al suo capezzale c’è proprio il vicepremier, accorso per dargli conforto. Era una sera di giugno, quando cioè Mignano tentò di darsi fuoco sotto la casa di Pomigliano in cui vive il giovane ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Un gesto plateale deciso subito dopo la sentenza definitiva della Cassazione, che ha ritenuto legittimo il licenziamento voluto dalla Fiat. Licenziamento che però l’anno scorso era stato  annullato dalla Corte di Appello di Napoli, che invece lo aveva giudicato un provvedimento eccessivo. << Quando è accorso in ospedale – lamenta nel frattempo Mimmo Mignano – Di Maio ci ha promesso che noi licenziati Fiat non saremmo rimasti soli, che lui ci avrebbe aiutato in tutto i modi. Ma finora non ha fatto niente, come del resto nulla ha fatto per risollevare effettivamente le condizioni dei lavoratori. Il decreto dignità è solo una pillola palliativa spacciata come efficace cura anticancro, il cancro dello sfruttamento che è sempre più forte e che nessuno al governo osa sfidare >>. A ogni modo, dopo qualche mese di assenza in veste ufficiale dalla sua Pomigliano, dove però torna spesso per stare con la famiglia e gli amici, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, battezzerà di persona un’importante iniziativa nell’Istituto Tecnico Industriale Statale Eugenio Barsanti. L’appuntamento è fissato per lunedi mattina all’interno del grande istituto del polo delle fabbriche, che ospita circa 1000 iscritti. Qui, con il preside dell’Itis, Mario Rosario Ponsiglione, Di Maio firmerà un accordo puntato alla formazione professionale degli studenti nel settore delle telecomunicazioni. Un accordo che quindi prevede l’utilizzo di uomini e mezzi finalizzato alla creazione di possibilità occupazionali per i neodiplomati. Luigi di Maio mancava da giugno nella sua Pomigliano in veste ufficiale di ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. In quell’occasione il leader del Movimento Cinque Stelle ha visitato la grande fabbrica aeronautica Leonardo. Una visita che evidentemente ha portato bene all’impianto visto che l’amministratore delegato dell’azienda italiana, Alessandro Profumo,  proprio di recente è riuscito a strappare un importante accordo con la Cina per la collaborazione industriale nell’ambito della realizzazione del nuovo velivolo commerciale di bandiera della potenza orientale. Un accordo che coinvolgerà direttamente la fabbrica di Pomigliano. Lunedi intanto Di Maio si dedicherà alla creazione di possibilità occupazionali per i giovani in questo territorio simbolo del Lavoro nel Mezzogiorno, il polo industriale pomiglianese appunto. In serata poi il vicepremier si recherà nella non distante Caivano per tenere un comizio in piazza insieme al ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Il leader pentastellato parlerà molto probabilmente dell’ultima “uscita” di Salvini, che vuole realizzare altri quattro inceneritori in Campania, dopo quello di Acerra inaugurato da Berlusconi nel 2009. Ma il Movimento Cinque Stelle è super contrario a questa proposta. Stessa posizione da parte della giunta regionale della Campania presieduta dal democrat Vincenzo De Luca.

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