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Le acque del Golfo di Napoli continuano a riservare sorprese. Dopo il cucciolo di balenottera avvistato un mese fa – il 7 aprile – nel porticciolo di Nisida, nelle acque di Ischia spunta un’altra balenottera comune (Balaenoptera physalus). È un adulto di circa 24 metri di lunghezza, per 60-80 tonnellate di peso. Un gigante marino che si è lasciato ammirare proprio nel tratto di mare antistante il promontorio di Sant’Angelo d’Ischia, in piena Area marina protetta “Regno di Nettuno”.

Un avvistamento raro, ma non certo unico: fortunatamente nelle acque di Ischia e del Golfo di Napoli le balenottere comuni si possono osservare con una certa regolarità. Questi cetacei sono infatti parte della ricca comunità di cetacei presenti in Campania, insieme a capodogli, stenelle, tursiopi, grampi e delfini comuni. Ultima arrivata, in via del tutto eccezionale, una megattera. Merito della presenza, tra le isole di Ischia e Ventotene, del canyon di Cuma, una profonda valle sottomarina che costituisce un luogo privilegiato di passaggio e di alimentazione per questi esemplari.

Tutte queste specie sono inserite nella lista rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) perché minacciate dall’inquinamento dei mari, dalle collisioni con i mezzi navali e dal rumore prodotto da navi e dagli air gun utilizzati per le prospezioni geologiche.

Per questo, da 25 anni, la onlus Oceanomare Delphis promuove programmi di educazione e conservazione dei cetacei e della biodiversità marina. L’isola di Ischia è infatti il sito di partenza del Jean Gab, il veliero laboratorio della Onlus, che per il progetto Ischia Dolphin Project ha percorso, solo nel 2015, un totale di 4.044 chilometri in mare, in 662 ore di attività e di monitoraggio. Uno sforzo di campo che ha fruttato ben sessanta avvistamenti di cetacei, tutti schedati e identificati.